Mes, Brunetta: governo non tocca palla, incapace giocare in tavoli Ue

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Roma, 7 feb. (askanews) - "Sul tema delle grandi riforme economiche europee (MES, Unione bancaria europea, bilancio europeo e riforma del Patto di Stabilità e Crescita), l'Italia sta perdendo tutte le partite. Detto in gergo sportivo, non sta toccando palla. Una débâcle totale per il nostro Paese, frutto delle scelte di un Governo di incompetenti e incapace di giocare nei tavoli europei che contano". Così Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia, in un'editoriale di oggi su Milano Finanza.

"Sul Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) si è tanto discusso lo scorso dicembre. Su questo argomento, ricordiamo che, solo grazie al pressing svolto in Parlamento da tutto il centrodestra unito, il Governo italiano, che stava subendo nell'indifferenza generale la posizione franco-tedesca, era riuscito, allo scorso Consiglio Europeo, ad ottenere un rinvio della firma del trattato. Ottenuto quello, Forza Italia aveva più volte invitato il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri a sfruttare l'occasione per presentare una controproposta utile nelle successive riunioni, a partire da quella dell'Eurogruppo dello scorso 20 gennaio, su temi delicati quali le CACs e i meccanismi automatici di ristrutturazione del debito", aggiunge.

"Il 30 gennaio siamo, però, venuti a sapere dal presidente Mario Centeno, tramite una lettera ufficiale pubblicata sul sito dell'Eurogruppo, che la discussione sul MES si concluderà nella prossima riunione di marzo e che a questa seguirà la firma ufficiale del trattato che, a detta dello stesso Centeno, ricalcherà l'impianto già discusso prima del Consiglio Europeo di dicembre, al netto di qualche dettaglio minore ancora da chiarire. È la riprova del fatto che il Governo italiano non ha presentato alcuna controproposta, come gli avevamo suggerito di fare, e che ora non potrà, come è logico, chiedere un'altra proroga, che il Consiglio non avrebbe motivo di concedere. L'Italia sarà così assoggettata alla vincente posizione di Germania e Francia, che avranno carta bianca sulle regole che governeranno le ristrutturazioni dei debiti pubblici, quello italiano in primis", conclude Brunetta.