Mes, Di Battista plaude Di Maio: “Così non conviene all’Italia”

di battista di maio

Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio convergono sulle linea del Mes: entrambi ritengono che così com’è “non conviene all’Italia”. Dopo l’intervento di Giuseppe Conte in Aula, il clima si fa teso: il capo politico di M5s mantiene una posizione critica sul fondo Salva-Stati. L’incontro e la convergenza tra le idee dei due politici, però, emerge da alcuni messaggi lasciati sui rispettivi profili Facebook. Luigi Di Maio ha pubblicato un lungo post nel quale spiega le sue posizioni e quelle di M5s. Tra i commenti, però, spicca quello di assenso del collega Di Battista: “Concordo. Non così. Non conviene all’Italia. Punto”.

Mes, asse Di Battista-Di Maio

Luigi Di Maio ha pubblicato un lungo messaggio di riflessione sul Mes sul suo profilo Facebook, incassando l’appoggio di Di Battista. Ricordando le parole del premier di ieri, il capo politico scrive: “Giuseppe Conte ha detto che tutti i ministri sapevano di questo fondo. Certamente sapevamo che il Mes era arrivato ad un punto della sua riforma, ma sapevamo anche che era all’interno di un pacchetto, che prevede anche la riforma dell’unione bancaria e l’assicurazione sui depositi”. Poi, chiedendo del tempo per valutare la situazione, ritiene che “non si può firmare solo una cosa alla volta, sennò qui il rischio è che vada a finire che ci fregano. Quelle tre riforme, una volta ultimate, ci potranno dare un quadro complessivo dei vantaggi e dei rischi per l’Italia”.

Rispetto invece all’attacco di Matteo Salvini a M5s (sulla continuità delle loro posizioni da far valere nel governo), Di Maio replica: “Non so cosa sapesse Salvini e non mi interessa, mi basta vedere la sporca campagna mediatica che sta portando avanti per capire le sue intenzioni. Il MoVimento sapeva quello che era agli atti pubblici e fruibili da tutti. E sfido chiunque, per quanto riguarda il sottoscritto, a provare il contrario”.

Infine, conclude: “Le proposte per migliorare questa riforma ci sono. Ora ci aspettiamo una revisione dei punti critici. Perché è così che si lavora. Ripeto: siamo al governo per questo. Per migliorare le cose“.