Mes e banche, la stampa tedesca attacca di nuovo l'Italia

Marco Cecchini
·Giornalista
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German Chancellor Angela Merkel smiles as she arrives for the 'Deutschland Live' (Germany Live) event organized by the economy news paper 'Handelsblatt' in Berlin, Germany,on August 23, 2017.  / AFP PHOTO / POOL / Michael Sohn        (Photo credit should read MICHAEL SOHN/AFP via Getty Images) (Photo: AFP Contributor via Getty Images)
German Chancellor Angela Merkel smiles as she arrives for the 'Deutschland Live' (Germany Live) event organized by the economy news paper 'Handelsblatt' in Berlin, Germany,on August 23, 2017. / AFP PHOTO / POOL / Michael Sohn (Photo credit should read MICHAEL SOHN/AFP via Getty Images) (Photo: AFP Contributor via Getty Images)

La stampa tedesca torna ad attaccare l’Italia. E ad alimentare i severi giudizi sul nostro Paese sono, manco a dirlo, i tentennamenti del governo sul Mes (riforma sì, riforma no, Mes sanitario sì, Mes sanitario no) e le fibrillazioni della maggioranza che si avvia a un difficile passaggio parlamentare sul via libera al nuovo Meccanismo Salva Stati. Poi ci sono in ballo le banche con la montagna dei loro Npl (Non performing loans) e il caso Unicredit, che sono ritenuti spie di una situazione del sistema creditizio assai più grave di quello che potrebbe sembrare.

Un editoriale del quotidiano economico finanziario Boersen Zeitung è arrivato addirittura a sollecitare una riflessione sull’opportunità di una permanenza dell’Italia nell’Eurozona. Nelle sue corrispondenze da Roma la Frankfurter Allgemeine Zeitung, espressione dell’establishment del Paese, riporta con crescente sarcasmo le contorsioni della politica italiana. Mentre Handelsblatt ha manifestato sorpresa per il brusco licenziamento del ceo di Unicredit, il francese Jean Pierre Mustier, giudicandola una manifestazione di nazionalismo finanziario. In un commento recente Boersen Zeitung, giornale vicino alle opinioni della Bundesbank, parla dell’Italia come del “grande malato d’Europa”, di “una polveriera che potrebbe far esplodere l’Eurozona”. Il quotidiano punta il dito contro lo “spreco” dei cento miliardi che lo Stato ha elargito a vari settori, spesso “senza arrivare a destinazione”, e stigmatizza il salvataggio di banche come Carige e Popolare di Bari, senza contare Ilva ed Alitalia. In questo modo l’Italia scrive il quotidiano potrebbe gettare al vento “l’opportunità unica offerta dal programma di ricostruzione europeo” trascinando nel gorgo l’intero Continente. Insofferenza viene manifestata anche per il sostegno offerto dallo Stato alle b...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.