Mes, no di Berlusconi spiazza Forza Italia: caos nelle chat

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Come spiegare la linea di Forza Italia sul Mes fuori dai palazzi? Fra gli azzurri il dibattito è incandescente perché dopo aver incassato i riconoscimenti anche dagli avversari per la linea responsabile sul sì allo scostamento di bilancio, meno agevole risulta illustrare il no alla riforma del Mes, come affermato ieri da Silvio Berlusconi (in accordo, stavolta con Lega e Fdi) e contemporaneamente il sì ai soldi del Mes 'sanitario'. E così le chat dei gruppi azzurri sono in ebollizione: come apprende l'Adnkronos, c'è chi chiede, riferiscono, se abbiamo cambiato linea, oppure invoca una verifica interna chiara e netta per fare il punto finale sulla questione che sembra riproporre la linea di divaricazione tra area centrista-popolare e area più sensibile alle posizioni degli alleati sovraniste, in particolare leghisti.

E ancora, c'è chi protesta: da mesi ci siamo schierati per il sì, sembriamo matti...; vorrei capire, abbiamo sempre avuto una posizione chiara e ora mi chiedono cos'è successo. Un altro ancora, insiste con la necessità di fare chiarezza. E chiama in causa Renato Brunetta, responsabile economico del partito. Un altro deputato mette le mani avanti: è il caso di spiegare nei dettagli, o parte il processo a chi dubita? Qualcuno ci prova a raccontare che sono due temi distinti e che si può ben dire no alla riforma e sì al Mes sanitario, che all'Italia converrebbe in modo particolare.

In realtà, è un fuoco di fila di chi esige confronto, chiarezza, univocità, per evitare il rischio di fraintendimenti, equivoci, e inevitabili tensioni. Nel novero dei preoccupati che più fanno pressing per ottenere chiarezza, risulterebbero Stefania Prestigiacomo, Osvaldo Napoli, Renata Polverini. Alla Camera, a breve si terrà la riunione del gruppo fissata alla fine dalla presidente Maria Stella Gelmini. In molti attendono elementi chiarificatori anche dal responsabile economico del partito Renato Brunetta.

L'ex ministro ha già inviato ai colleghi il dossier da cui emerge chiara la differenza tra riforma economica e uso dei fondi. Un parlamentare, tuttavia, confessa candidamente che al momento nel partito l'unica cosa chiara parrebbe... la confusione. In mattinata, la stessa Renata Polverini aveva parlato di "fulmine a ciel sereno" per la nota berlusconiana che apportava "un cambiamento di cui nessuno era al corrente".

Francesco Paolo Sisto ha provato a sottolineare, invece, che "non c'è nessun inchino alla Lega" da parte del Cav. Ma Andrea Cangini, moderato, vicino alle posizioni di Mara Carfagna, paventa, come detto stamane all'Adnkronos, il rischio che dicendo no alla riforma del Mes comporti il ritorno ad un Mes "vecchio" con conseguente rischio di "isolarsi in Europa".

La riunione di stasera dovrebbe servire a chiarire la posizione ufficiale del partito, sulla base della convinzione di Berlusconi che la riforma del 'Salva-Stati' come tale non convenga all'Italia, in particolare sul versante bancario, mentre è fuori discussione l'opportunità di ricorrrere ai fondi previsti per la crisi pandemica.