I messaggi di Sebastiani a Elisa quando lei era già morta: "Taty scusa, fatti sentire"

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“Taty scusa se mi sono arrabbiato, ma mettiti nei miei panni e fatti sentire”. Così scriveva Massimo Sebastiani a Elisa Pomarelli su Whatsapp, dopo averla uccisa. A riportare il contenuto degli atti dell’inchiesta è il quotidiano locale La Libertà, che ricostruisce anche la dinamica del delitto.

Elisa Pomarelli è stata uccisa nel pollaio della casa di Campogrande di Carpaneto tra le 14.11 e le 14.21 di domenica 25 agosto. La giovane e Massimo Sebastiani arrivano lì assieme, dopo essere stati a pranzo a Ciriano. “Andiamo a costruire una casetta di legno“, aveva detto l’uomo all’atto di pagare il conto. Le telecamere di una ditta confinante riprendono i due entrare nel pollaio adiacente alla casa di Sebastiani, ma dieci minuti dopo esce solo l’operaio di 45 anni, reggendo tra le braccia il corpo senza vita della ragazza.

VIDEO - Le prime immagini di Sebastiani dopo l’omicidio di Elisa Pomarelli 

 

 

Nelle ore successive all’omicidio, dopo occultato il corpo di Elisa nella campagne piacentine, Sebastiani invia due messaggi Whatsapp al numero della 28enne.

Il primo alle 16.48: “I listoni per la casetta li ho trovati. Taty scusa se mi sono arrabbiato, ma mettiti nei miei panni e fatti sentire”. Il secondo, alle 18.57, è un messaggio vocale: “Taty, va beh. Rispondi quando riesci“. Poco dopo prova a chiamare il telefono, che risulta spento.

Intanto, il cellulare della ragazza non è stato ancora rinvenuto, che dovrebbe essere stato gettato da Sebastiani in un campo. Nel tentativo di spegnere l’apparecchio, l’uomo avrebbe lasciato un altro segnale:

Probabilmente nel tentativo spegnerlo, alle 14.34, Sebastiani aveva inavvertitamente fatto partire una videochiamata a un’amica di Elisa. Nessuna risposta e telefono spento quando la ragazza ha richiamato.

 

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