Messico, in scena crocifissione:così i migranti chiedono stop violenze

Tenosique (Messico), 7 apr. (LaPresse/AP) - Singolare manifestazione dei migranti del centro America a Tenosique, nel sud del Messico. Per attirare l'attenzione sui pericoli e le sofferenze che affrontano nel Paese decine di loro hanno messo in scena ieri, venerdì santo, una finta crocifissione. A interpretare il ruolo di Gesù Cristo è stato Roni Mazariegos Barreda, un contadino di 23 anni proveniente dall'Honduras. Barreda è stato legato a una croce sopra il treno noto come 'The beast', sul tetto del quale viaggiano spesso i migranti attraverso lo Stato meridionale del Chiapas. Le persone che arrivano da diversi stati del centro America sperano spesso di passare in Messico per poi poter entrare negli Stati Uniti, ma in territorio messicano subiscono estorsioni, rapimenti e rapine, a opera dei cartelli della droga o di autorità corrotte.

L'organizzatore della manifestazione, il frate francescano Tomas Gonzalez, ha spiegato che lo scopo della via crucis dei migranti era di invocare una fine delle violenze contro di loro. L'evento è cominciato giovedì, quando i migranti hanno cominciato a marciare portando sulle spalle delle croci di legno. "Invitiamo la polizia, i soldati e i cartelli della droga, come anche il personale del 'The beast' a fermare le violenze contro i nostri fratelli del centro America", ha detto Gonzales.

In uno dei peggiori attacchi, portato a termine nell'agosto del 2010 dal cartello Zetas, 72 migranti sono stati uccisi nello Stato settentrionale di Tamaulipas, vicino al confine con gli Usa. La maggior parte delle vittime era centroamericana. Secondo i dati forniti dal governo di Città del Messico, fra il 2005 e il 2010 il numero dei migranti centroamericani che passano dal Messico per andare negli Stati Uniti è sceso del 70% circa.

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