Messico, una "strage di Stato" dietro la scomparsa dei 43 studenti

Otto anni dopo la scomparsa di 43 studenti a Ayotzinapa, nello stato messicano di Guerrero, si fa sempre più strada l'ipotesi di un "crimine di Stato". Questa è la conclusione preliminale della Commissione per la verità istituita nel 2018, e i cui risultati sono stati presentati da Alejandro Encinas, sottosegretario ai Diritti umani del governo federale.

Encinas ha detto che "in ogni momento le autorità federali, statali e municipali erano a conoscenza della mobilitazione degli studenti, dal momento in cui hanno lasciato la Scuola Normale Isidro Burgos, fino alla loro scomparsa. Azioni, omissioni e cooperazioni delle autorità, hanno permesso la scomparsa e l'eliminazione degli studenti, così come l'omicidio di altre 6 persone".

Il sottosegretario ha poi elencato le istituzioni dello stato coinvolte nella vicenda, tra le quali la polizia federale e la Marina, sottolinenando che verranno punite le responsabilità personali di elementi di queste istituzioni.

Il rapporto sul caso redatto dal ministero dell'Interno afferma che nella strage avrebbero avuto un ruolo anche i narcos del cartello noto come Guerreros Unidos, mentre alcuni membri della Marina militare risultano indagati per aver manomesso le prove durrante le prime indagini.

Sul caso del 42 studenti, che costituisce una delle più gravi violazioni dei diritti umani in Messico, lo stesso presidente Lopez Obrador ha più volte promesso verità e giustizia.