Messina, individuati scafisti migranti soccorsi dalla Aita Mari

Red/Gtu

Roma, 14 feb. (askanews) - Sono stati individuati, e fermati, da polizia e guardia di finanza i due scafisti di una imbarcazione carica di migranti, soccorsa al largo della Libia dalla nave Aita Mari, sono un 23enne del Gambia e un 14enne della Guinea. La nave della ong spagnola Salvamento maritimo humanitario, dopo l'ok del Viminale, ha sbarcato ieri nel porto di Messina i 158 migranti soccorsi.

Ad attendere i migranti, sulla banchina del molo Norimberga, c'erano anche gli investigatori della squadra mobile della questura di Messina e del Gico della guardia di finanza che, congiuntamente, hanno avviato subito le indagini per individuare i presunti scafisti, grazie anche alle informazioni fornite da alcuni migranti. I racconti dei testimoni sono risultati attendibili e hanno permesso di ricostruire le fasi prima della partenza del barcone. In alcuni casi, i migranti, dopo aver pagato per il viaggio, sono stati trasportati in Libia, "detenuti" in una casa in attesa di intraprendere la traversata verso l'Italia. Il giorno della partenza sono stati portati in una spiaggia dove alcuni uomini li hanno fatti salire su un'imbarcazione di legno.

Le indagini svolte dopo lo sbarco dei migranti a Messina, coordinate dalla Procura, hanno permesso di individuare due scafisti: un 23enne del Gambia è stato sottoposto a fermo e un 14enne della Guinea, "gravemente indiziati di aver commesso atti diretti a procurare illegalmente l'ingresso nel territorio dello Stato dei cittadini extracomunitari". Entrambi - secondo le ricostruzioni degli investigatori sulla base delle testimonianze dei migranti - sono saliti a bordo dell'imbarcazione senza alcuna costrizione o minaccia, e non erano nel gruppo dei migranti detenuti nella casa libica in attesa della partenza.

Il 23enne del Gambia è stato portato nel carcere Gazzi, in attesa della convalida.