Messo alle strette da Draghi, Salvini allontana la Lega dall'estrema destra

di Crispian Balmer e Giselda Vagnoni
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Il leader della Lega Matteo Salvini a Roma

di Crispian Balmer e Giselda Vagnoni

ROMA (Reuters) - Nel febbraio 2017, Matteo Salvini accusava Mario Draghi, allora presidente della Banca centrale europea, di essere "complice" di ciò che definiva come il "massacro" dell'economia italiana.

Quattro anni dopo, Salvini si appresta a sostenere un governo a guida Draghi, i cui principali compiti saranno la lotta alla pandemia e il rilancio economico.

Questa mossa a sorpresa da parte di chi fino a poco tempo fa voleva portare l'Italia fuori dall'euro segna un cambio di rotta per la Lega che si allontana dall'estrema destra euroscettica per muovere verso un più moderato centrodestra.

I leghisti parlano di una manovra calcolata, pensata da un lato per migliorare l'immagine di Salvini e aumentarne così le possibilità di diventare in futuro presidente del Consiglio e dall'altro per rilanciare la popolarità del partito, in calo negli ultimi sondaggi.

"Noi vogliamo diventare come il Partito Repubblicano negli Stati Uniti. Un partito inclusivo che concilia tutte le posizioni del centrodestra italiano, nessuno escluso", ha detto a Reuters Giulio Centemero, parlamentare della Lega.

Quando la settimana scorsa, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dato a Draghi l'incarico di formare un governo, l'immediata risposta di Salvini è stata chiedere elezioni anticipate.

Tuttavia, gli uomini a lui più vicini - tra cui Giancarlo Giorgetti, amico di Draghi - hanno subito intravisto una opportunità irripetibile per liberare il partito di quella etichetta di estrema destra, che in passato ha spaventato gli investitori.

"La Lega vuole unirsi a Draghi per ripulire la propria immagine in Europa e scrollarsi di dosso la reputazione di partito euroscettico", ha detto una fonte ai vertici della Lega, coinvolta nella definizione della politica del partito.

ERRORE DI VALUTAZIONE

I toni forti di Salvini contro l'immigrazione hanno conquistato milioni di italiani e hanno trasformato la Lega da un partito regionale nel primo gruppo politico italiano, capace di ottenere il 34% alle elezioni europee del 2019.

In quel momento, la Lega era al governo insieme al Movimento 5 Stelle. Convinto del proprio successo, Salvini è uscito dal governo di coalizione, scommettendo su un voto anticipato.

Ma il Partito Democratico ha inaspettatamente sostituito la Lega nella coalizione e relegato Salvini all'opposizione, dove i suoi indici di gradimento sono scivolati sotto a quelli del governatore leghista del Veneto Luca Zaia.

E' opinione diffusa che Zaia abbia gestito bene l'epidemia in una della regioni dove la Lega affonda le sue radici di partito vicino agli industriali e ai leader delle piccole imprese.

"La pandemia ci ha spiegato che fratture molto forti, politiche polarizzanti non sono accettate dai cittadini di fronte alla sofferenza. Gli elettori vogliono soluzioni per i loro problemi," ha detto Nicola Pasini, professore di Scienze Politiche all'Università Cattolica di Milano.

La vecchia ala del partito ha fiducia nella capacità di Draghi di fare buon uso degli oltre 200 miliardi di euro provenienti dal fondo finanziato dalla Ue per aiutare le economie degli stati membri. E per assicurarsi una parte dei benefici, vuole essere nella stanza in cui saranno prese le decisioni.

Secondo quanto riferito da fonti di partito, durante un meeting con Salvini giovedì sera, i governatori settentrionali, Zaia incluso, si sono uniti a Giorgetti per convincere Salvini ad appoggiare Draghi.

"I governatori sono molto potenti e quando parlano all'unanimità, Salvini tende ad adeguarsi", ha detto un membro della Lega, che ha chiesto di non essere citato.

"UNO SCHERZO"

La decisione di sostenere Draghi ha fatto guadagnare 0,7 punti al 24% negli ultimi sondaggi Swg.

"La manovra (di Salvini) evidenzia che la Lega è un partito ormai maturo, un partito di governo degno di fiducia", ha detto Gianluca Cantalamessa, parlamentare leghista della Campania.

Alcuni alleati di estrema destra della Lega nel Parlamento europeo sono molto meno contenti all'idea di un governo capitanato da Draghi, che dovrebbe occuparsi principalmente del 'recovery plan', con l'obiettivo di utilizzare al massimo i fondi messi a disposizione all'Ue.

"È uno scenario ironico, ma molto negativo per i tedeschi ... non lo troveranno divertente", ha detto Joerg Meuthen, co-leader del partito d'estrema destra Alternative for Germany (Afd), aggiungendo che Berlino finirà per pagare buona parte delle spese.

I membri della Lega hanno risposto a tono, ravvivando speculazioni secondo le quali Salvini potrebbe abbandonare a breve la fazione nazionalista europea, per chiedere di unirsi al Partito popolare europeo (Ppe) -- che include i principali partiti di centrodestra in Europa.

"Unirsi al Ppe sembra essere la conseguenza logica", dice Roberto D'Alimonte, politologo romano presso l'Università Luiss, prevedendo che Salvini cambi tattica, se l'esperimento Draghi fallirà.

"Si tratta di una decisione strategica che si consoliderà solo se le cose andranno bene. Se andranno male, allora è tutto finito. Ritornerà nel campo nazionalista", ha detto D'Alimonte.