I mestieri STEM, all'Istituto Humanitas il medico è anche ingegnere parola di Marta Scorsetti

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Photo credit: Tom Werner - Getty Images
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«Il percorso di innovazione della medicina è chiaro. Oggi non è sufficiente essere formati sulla clinica, le basi della malattia e della prevenzione, ma bisogna avere sott’occhio lo sviluppo tecnologico applicato alla propria disciplina, e per questo servono competenze tecnologiche, informatiche, matematiche». Marta Scorsetti, responsabile dell’Unità di Radioterapia e Radiochirurgia dell’ospedale Humanitas di Milano e della scuola di specializzazione in Radioterapia della Humanitas University, lavora in uno dei settori dove da sempre terapie e tecnologie camminano a braccetto, ma questo, spiega, accadrà sempre di più. Per questo la Humanitas University ha inaugurato tre anni fa il primo percorso accademico medico-tecnologico d’Italia, in stretta collaborazione con il Politecnico di Milano: si chiama MedTec, dura sei anni ed equivale a una laurea triennale in Ingegneria biomedica più una laurea in Medicina.

Le matricole di quest’anno sono in maggioranza donne. «Ne usciranno medici con una mente aperta alla matematica applicata, alla bioinformatica, alla statistica. Ed è un’esigenza reale perché nessuno può prescindere, per esempio, dalle applicazioni dell’intelligenza artificiale nel proprio campo. Pensando solo alla lettura delle immagini cliniche, esistono già dei sistemi “addestrati” come un radiologo con 15 anni di esperienza: riconoscono le lesioni, valutano la probabilità che si tratti di un tumore, aiutano incredibilmente la diagnostica e la cura».

Photo credit: courtesy
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Un risvolto interessante dello sviluppo tecnologico è che tutte le lauree STEM possono costituire la base di una formazione che consente di lavorare in ambito medico. «Io lavoro con otto fisici che dopo la laurea hanno fatto una scuola di specialità in Fisica medica e hanno imparato l’utilizzo delle radiazioni negli esseri umani», dice Marta Scorsetti. «Noi acquisiamo le immagini in 3D e in 4D, disegniamo il tumore e gli organi a rischio e i fisici fanno il piano di cura. Queste specializzazioni servono in radiologia, radioterapia, medicina nucleare, clinica, ricerca. Un laureato in Matematica con un master in radiomica applicata alla medicina (lo studio delle immagini per poterle usare come predittive di qualcosa) è preziosissimo negli ospedali; noi abbiamo una quantità enorme di dati che non riusciamo ad analizzare: tac, risonanze, mammografie, da ciascuna di esse si potrebbero estrarre informazioni molto più dettagliate e utili. Io sogno: tra vent’anni basteranno i dati di una Tac all body e di un prelievo processati con questi sistemi per fare una diagnosi da qualunque sintomo. Non è la cosa più difficile da realizzare. La cosa più difficile è svegliare la curiosità nella mente delle persone, e convincerle che cambiare è possibile».

Percorsi

Laurea MedTec, Humanitas University, Milano, Ingegneria biomedica e Medicina, in inglese. Master biennale in Artificial intelligence, Università di Bologna, in inglese. Laurea magistrale in Artificial intelligence systems, Università di Trento, in inglese. Laurea magistrale in Artificial intelligence and automation engineering, Università di Siena, in inglese. Master in Big data and value generation in biomedical research and clinical practice, Università Cattolica di Roma, in inglese.