Mestre, figlia in coma da 11 anni: il padre chiede di staccare la spina

Un caso che ricorda molto quello di Eluana Englaro, quello di Elisa – da 11 anni in stato vegetativo permanente. Esattamente come nella vicenda della famiglia Englaro, il padre di Elisa ha denunciato ai media la propria sofferenza e quella della figlia, chiedendo di poterle staccare la spina e salutarla definitivamente.

Elisa, la ragazza in coma. Il padre chiede di staccare la spina

La vita di Elisa è appesa al filo del sondino e delle macchine. Un incidente stradale, nel 2006, l’ha lasciata in uno stato vegetativo persistente. Non può sentire, non può parlare. Respira con una canula.

In aggiunta a tutto questo, c’è la storia del fidanzato dell’epoca, che guidava l’auto al momento dell’incidente. Il ragazzo, a causa del pesante rimorso e del senso di colpa, si suicidò. Una tragedia devastante, che come una pianta infestante sta mettendo a dura prova i familiari di Elisa. All’Ansa il padre, che si chiama Giuseppe, ha detto: “Non è più vita, è sofferenza, è il nulla: lo Stato deve fare qualcosa per liberare queste persone. Vorrei che venisse fatta una legge, che ci fosse comprensione per queste condizioni drammatiche, che non sono vita. Il problema di chi si trova in stato vegetativo non viene mai affrontato. Ora Elisa non sta vivendo una vita dignitosa, e dunque chiedo di poter staccare la spina“.

Oggi Elisa ha 46 anni ed è ricoverata al terzo piano dell’Antica Scuola Santa Maria dei Battuti di Mestre, casa di riposo che ospita persone in stato vegetativo permanente. Ancora le parole del padre, stavolta dette al Corriere: “Non la riconosco, non la chiamerei neppure persona. Lei era bella, arguta, piacevole. Ora non ha nemmeno la sensibilità di un vegetale che almeno gode di un raggio di sole, di una goccia d’acqua. Lei non potrà mai godere di niente, potrà solo soffrire. Non si è mai svegliata, le manca una parte di cervello. Comunque non vorrei farne una battaglia personale, come lei ci sono molti altri pazienti in stato vegetativo“.

Il padre di Elisa si è affidato all’associazione Luca Coscioni. L’avvocato Giuseppe Campeis, che assisteva la famiglia di Eluana Englaro, dice: “Il quadro normativo è chiaro, coerente e consolidato. Il padre, come amministratore di sostegno di Elisa, può chiedere al giudice tutelare di rinunciare al trattamento medico in corso. Ottenuta l’autorizzazione potrà rivolgersi al sistema sanitario nazionale per avere le cure palliative che accompagnino sua figlia a una morte senza sofferenza“. Ma al padre sembra un percorso a ostacoli: è lo Stato, alla fine, a decidere.