Metro Roma, gip: vicenda riprovevole, gestione indegna impianti

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Roma, 12 set. (askanews) - Una vicenda "riprovevole" in cui gli indagati per "cariche rivestite e conseguente possibilità di incidere sui processi decisionali hanno dimostrato un particolare disinteresse per la sicurezza degli impianti di traslazione della metro capitolina". Così scrive il gip Massimo Di Lauro riguardo i "gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari" nei confronti di 3 dipendenti Atac e dell'amministratore della Metroroma scarl rispetto ad alcuni incidenti e guasti registratisi sulla linea A della sotterranea nelle stazioni Barberini e Repubblica.

Quelle all'esame degli inquirenti sono "gravi problematiche concernenti la sicurezza degli impianti, non solo delle stazioni sequestrate dalla autorità giudiziaria ma anche di molte altre più periferiche anche delle linee B e B1. La amara verità - continua il giudice - è che se non vi fosse stata la vigoria di alcuni pseudo tifosi di cittadinanza russa che con il loro peso corporeo sono riusciti a scatenare l'inferno all'interno della centralissima stazione di Repubblica, molto probabilmente l'indegna gestione degli impianti di traslazione, subita con rassegnazione dagli utenti della metro, ormai avvezzi a percorrere a piedi scale mobili spesso ferme non sarebbe mai venuta alla luce".

Al riguardo "si consideri che la commissione interna dell'Atac che ha visionato le telecamere di sorveglianza e ha così agevolmente scoperto gli altarini è stata istituita, come accade di sovente nel nostro Paese, solo dopo il clamore mediatico suscitato dalla chiusura di centralissime stazioni della metro capitolina".