Metro Roma, indagato: sequestro fermata è una mossa esagerata

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Roma, 12 set. (askanews) - "Una mossa esagerata da parte della procura che condiziona tutti... Comunque vanno sparando anche addosso...". Così diceva al telefono, in una conversazione del 6 maggio 2019 presente nell'ordinanza del gip, Renato D'Amico, il direttore di esercizio Atac delle linee metropolitane A e B indagato per frode nelle pubbliche forniture e lesioni colpose in relazione agli incidenti avvenuti nelle stazioni di Repubblica e Barberini.

Per il giudice Massimo Di Lauro, non si comprende come "la magistratura possa aver condizionato negativamente l'operato di un'azienda che per cinque mesi non aveva certo brillato per spirito di iniziativa nel risolvere il contratto con un'impresa come la 'Metroroma scarl' dimostratasi ampiamente inadempiente ai suoi obblighi".

Per D'Amico il provvedimento adottato dall'autorità giudiziaria il 23 marzo 2019 a Barberini era esagerato "perchè l'incidente non aveva provocato feriti". "Il che la dice lunga sulla sua perdurante inclinazione a disinteressarsi della sicurezza degli sventurati che sono costretti a prendere la metropolitana per recarsi al lavoro".