Luigi Di Maio: "Mettiamo fuori uso i barconi dei migranti". Il premier tunisino: "Da parte nostra massimo sforzo"

Pietro Salvatori
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(Photo by Michael Kappeler/picture alliance via Getty Images) (Photo: picture alliance via Getty Images)
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“L’immigrazione illegale verrà contrastata, sia per quanto riguarda quelli che arrivano in Tunisia, sia in merito a chi vuole partire verso i Paesi europei sui barconi della morte”. Lo ha affermato il premier tunisino incaricato Hichem Mechichi interpellato dal’agenzia di stampa ufficiale tunisina (Tap).

“In questo momento è necessario compiere tutti gli sforzi necessari, nella speranza che ogni tunisino possa trovare un’opportunità nel suo Paese in modo da non dover salire sui barconi della morte”, ha

Questa mattina era stato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a battere su questo punto: “La questione degli sbarchi, unita al rischio sanitario con la pandemia è un tema di sicurezza nazionale” e “noi non dobbiamo pensare a come fermare gli sbarchi, ma a come bloccare le partenze”, quindi “bisogna lavorare subito ad un accordo con le autorità tunisine affinchè sequestrino in loco e mettano fuori uso barchini e gommoni utilizzati per le traversate”. “Qui non si tratta di avere una linea dura o meno, non c’è e non deve esserci un approccio ideologico al tema, bensì pragmatico e concreto”, ha sottolineato il titolare della Farnesina.

Secondo Di Maio, infatti, “il momento è molto delicato” e “Il piano da avanzare è articolato” e così “va portato avanti il negoziato per un nuovo accordo in materia migratoria” perchè “le imbarcazioni che stanno arrivando sono di questo tipo qui, cosiddette fantasma, spesso fuggono ai radar”. Lo scenario, secondo Di Maio “ricorda quello albanese degli inizi del 2000″ e all’epoca con il governo di Tirana “si cooperò in questo senso, il che contribuì a fermare i flussi”. Pertanto oggi “con Tunisi dobbiamo sperimentare la medesima strada a mio avviso, lavorando naturalmente su più fronti”, ha concluso il ministro degli Esteri.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.