Mezza Europa alle urne, fari puntati su Francia e Grecia

Torino, 6 mag. (LaPresse) - Si vota in mezza Europa oggi. Seggi aperti in Francia, Germania, Grecia, Armenia e Serbia. I francesi hanno iniziato a votare dopo l'apertura alle 8 dei seggi per il ballottaggio delle elezioni presidenziali. Le urne si chiuderanno alle 20. A quel punto sapremo chi sarà il nuovo inquilino dell'Eliseo tra Nicolas Sarkozy e Francois Hollande. Ieri hanno già votato gli elettori dei territori oltremare. Nel primo turno del 22 aprile, in cui si sono sfidati dieci candidati e l'affluenza è stata superiore al previsto con circa l'80%, Hollande ha sconfitto Sarkozy di circa mezzo milione di voti.

Seggi aperti anche nel land tedesco dello Schleswig-Holstein (estrema propaggine della Germania al confine con la Danimarca a nord di Amburgo) in un voto considerato un test chiave di popolarità per la coalizione di centro destra della cancelliera Angela Merkel. Nel land, secondo i sondaggi, è testa a testa tra Cdu e Spd, la vittoria sarà decisiva per la coalizione di governo. Sono chiamati al voto circa 2,24 milioni di elettori, seggi chiusi alle 18.

Si vota anche in Grecia per le elezioni legislative, voto atteso a livello internazionale perché decisivo sul piano finanziario. Trentadue partiti sono in corsa per i voti di circa 10 milioni di elettori, molti dei quali ieri erano ancora indecisi sulla preferenza. Difficile che ci sia un vincitore chiaro perché i principali partiti di Pasok e Nuova democrazia perdono consensi e ci si aspetta che otto partiti superino la soglia del 3% per entrare in Parlamento. Le urne si chiuderanno alle 18, gli exit poll sono attesi subito dopo.

Si vota anche in Serbia per scegliere il presidente, assegnare 250 seggi dell'assemblea nazionale ed eleggere i consigli locali. Le urne chiuderanno alle 20. Il voto è decisivo per il futuro del Paese rispetto al suo ingresso nell'Unione europea e per le relazioni regionali, in particolare con l'ex provincia del Kosovo che ha dichiarato l'indipendenza nel 2008. Gli sfidanti alla presidenza sono 12, i due più accreditati alla vittoria sono il capo di Stato uscente e leader del Partito democratico, Boris Tadic, e il nazionalista Tomislav Nikolic, leader del Partito progressista serbo. Infine si vota anche in Armenia per rinnovare il Parlamento, due gli schieramenti principali, favoriti i Repubblicani, seggi chiusi alle 18 ed i risultati attesi nel tardo pomeriggio.

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