'Mi multi, mobilito l'esercito al confine': tensione crescente tra Serbia e Kosovo

Le targhe della discordia sono quelle della minoranza serba in Kosovo. Tra qualche ora, se la mediazione dell'Unione europea non avrà successo, scatteranno infatti le multe per gli automobilisti serbi non in regola con la reimmatricolazione della propria auto e la sostituzione della targa serba con quella kosovara.

Convocati con urgenza a Bruxelles dai funzionari europei, il presidente serbo Aleksandar Vučić e il premier kosovaro Albin Kurti cercheranno di pervenire a un accordo e di smorzare tensioni che hanno radici nella storia.

Quest'estate sono sorti problemi a causa del rifiuto della Serbia e del Kosovo di riconoscere reciprocamente i documenti d'identità e le targhe dei veicoli.

Nel nord, i serbi del Kosovo hanno eretto posti di blocco, suonato sirene antiaeree e sparato in aria.

Al valico di frontiera di Jarinje, l'etnia serba ha dichiarato di sperare di poter conservare le vecchie targhe automobilistiche.

Il sindaco di Mitrovica nord, città a maggioranza serba nel nord del Kosovo, ha dichiarato che non ci saranno problemi fino a quando verrà comminata la prima multa. Ma il ministro della Difesa serbo Milosh Vučević ha già mobilitato l’esercito, con alcuni mezzi militari che si sono diretti al confine con il Kosovo.

Si valuta che circa 9mila auto con targa serba siano in circolazione in Kosovo.

Kosovo e Serbia hanno combattuto una sanguinosa guerra negli anni Novanta, passata anche dalla campagna di pulizia etnica del presidente serbo Slobodan Milošević.
Nel 2008 il Kosovo ha proclamato la propria indipendenza, mai riconosciuta dalla Serbia.