"Mi sento emarginata". Papà scagionato dal diario della figlia dopo 7 anni

HuffPost
sadness of child

“Le persone mi stanno vicine solo se racconto certe cose”. Così un padre accusato di abusi è stato scagionato dal diario segreto della figlia dopo sette anni. A riportare la storia, avvenuta a San Giuliano Milanese, è il Corriere della Sera.

Giovedì il Tribunale di Lodi ha assolto un cinquantenne con formula piena, perché il fatto non sussiste, ponendo di fatto fine alla sua odissea durata sette anni. Nel 2014 era stato accusato di aver commesso abusi sessuali e maltrattamenti sulla propria figlia (quando, appunto, lei aveva appena nove anni). Pregiudicato, l’uomo era finito sul registro degli indagati alla fine del 2006, dopo che lui stesso si era presentato dai carabinieri a sporgere denuncia perché la sua bambina aveva confidato alla madre di essere stata abusata da uno zio-nonno.

A fare luce sulla vicenda le parole della bambina, messe nero su bianco su un taccuino all’età di 9 anni: la figlia dell’uomo rivelava di aver inventato gli abusi per attirare l’attenzione e di non sentirsi considerata abbastanza. In seguito la giovane, oggi 25enne, non ha confermato le accuse e ha ritrattato.

Ai tempi [...] dopo che la bambina era stata interrogata in audizione protetta, era stato proprio il padre a ritrovarsi sotto accusa. Nel 2016, in udienza preliminare, lui si era professato innocente. Nel corso del processo, iniziato nel 2017 e arrivato giovedì alla sentenza di primo grado, la figlia, nuovamente sentita e ormai adulta, non ha confermato le accuse e ha ritrattato.

 

Continua a leggere su HuffPost