Michael Hsu: le autorità americane mettano un “perimetro di regole” alle criptovalute

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Insediato questo mese come controllore ad interim della valuta Michael Hsu si augura in un'intervista al Financial Times che le autorità americane lavorino insieme per fissare un perimetro di regole per le criptovalute, fra le quali il Bitcoin. Ciò che cresce è la preoccupazione che la mancanza di un'adeguata supervisione rischi di danneggiare i risparmiatori e gli investitori. Questa virata sul controllo delle criptovalute segna un dietrofront rispetto alle politiche della precedente amministrazione Trump, che in alcuni casi ha incoraggiato l'uso di criptovalute all'interno del sistema finanziario.

Ma potrebbe volerci del tempo perché tutto ciò possa avvenire, soprattutto perché non è ancora del tutto chiaro chi ha l'autorità legale per supervisionare questo mercato. Anche se un segnale in questa direzione è stato dato quando di recente si sono incontrati i funzionari dei tre principali organi regolatori delle banche federali: l'Ufficio di controllo della valuta di Hsu, la Federal Reserve e il Federal Deposit Insurance Corporation, una sorta di “sprint” team per il nuovo dollaro digitale che ha come obiettivo non solo il monitoraggio delle criptovalute ma anche di predisporre le basi per insediare la cripto in versione nazionale. Anche la Securities and Exchange Commission e la Commodity Futures Trading Commission hanno discusso recentemente su come proteggere gli investitori nel mercato delle criptovalute. Il presidente della SEC Gary Gensler ha dichiarato la scorsa settimana che ci sono “lacune nel nostro sistema attuale”, auspicando lo sviluppo di leggi specifiche per definire quale regolatore debba supervisionare gli scambi di criptovalute. E questo, soprattutto, in tema di antiriciclaggio e di protezione dalle attività illecite.

Hsu si è proprio espresso contro l'attuale entusiasmo per tutto quello che concerne l'innovazione bancaria apportata da cripto e blockchain paragonando l'attuale situazione agli anni che hanno portato alla crisi finanziaria: “Per me è difficile non provare un senso di déjà vu”. Il pericolo è che tecniche nuove e migliorate diano luogo a “un sistema bancario ombra ampio e meno regolamentato”. Probabilmente, i rischi percepiti dagli argani di controllo nazionali oggi, sono più che altro rivolti non tanto alle criptovalute quanto alle fintech e alle piattaforme tecnologiche che ne fanno ampio uso ideando strumenti di elaborazione dei pagamenti che “portano grandi promesse, ma anche rischi" e che stano entrando sempre di più in concorrenza diretta, come delle enclave di ricchezza e strumenti tecnologici, con i sistemi nazionali di gestione e controllo del denaro.