Michela Andreozzi: "Siamo tutti sessisti, tutti. Faccio film sulle donne per cavalcare questo pregiudizio"

Giuseppe Fantasia
michela andreozzi

“Bisogna accettare la vita come viene”, diceva Maigret. “Lei è più forte di noi e delle volte ci regala delle possibilità proprio quando pensavamo di non averne più”. Quella frase scritta da Simenon per il personaggio che ha reso entrambi celebri nel mondo, ben si adatta alle quattro donne armate di pistola che, nei primi anni Ottanta, a Gaeta, provano a cambiare la propria vita. Anna (Ambra Angiolini) è sola, con due figli da mantenere e nessun lavoro stabile; Maria (Serena Rossi) è devota alla Madonna e ha un marito violento; Chicca (Ilenia Pastorelli) vorrebbe trasferirsi a Londra e sua sorella Caterina (Silvia D’Amico) vorrebbe andare all’università. Un giorno, tutte insieme e più disperate che mai decidono di svaligiare una banca indossando abiti maschili. E ci riescono. Quella rapina, a cui ne seguiranno altre, su cui indagherà il commissario Gianni Morandi (Luca Argentero), stravolgerà per sempre il loro destino. 

“Quelle donne sono coraggiose, affettuose, unite, sono imprevedibili come tutte le donne e tanto femminili”, spiega all’HuffPostMichela Andreozzi che le ha dirette nel suo nuovo film, “Brave Ragazze”, nelle sale da qualche giorno per Vision Distribution e già tra i più visti ed amati dal pubblico. “Fanno quello che fanno, perché colte da impulsi. Io non so se ne sarei capace - aggiunge - sono saggia, è la mia qualità più grande. Probabilmente ho ingoiato un vecchio saggio”. La Andreozzi è nel mondo dello spettacolo da quando era una ragazzina. Prima con Gianni Boncompagni, a Domenica In e a Non è la Rai - dove era in redazione e prestava la voce ad alcune delle ragazze del cast incidendo molte delle canzoni eseguite in playback – poi a teatro, la sua grande passione assieme al cinema e alla tv, scrivendo testi da sola o con altri, interpretandoli, dirigendosi e dirigendo, impegnandosi sempre e non mollando mai. Ecco, se uno dovesse descrivere la carriera della Andreozzi, anche chi non la conosce bene...

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