Michela Giraud: le mie t-shirt sostengono il mondo dell’autismo

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Image from askanews web site
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Roma, 13 ott. (askanews) - Michela Giraud diventa protagonista di una capsule collection di T-shirt Persona by Marina Rinaldi e sceglie di destinare il suo compenso per averle firmate, ad una causa che sostenga le persone affette dallo spettro autistico.

Chiunque può acquistare sul sito web Persona una nuova linea di t-shirt che vede al centro i tre motti iconici di Michela: "Body shape: gabbiano", "Ciaciona simpatica: who?" e "Oggi parliamo della cosa che amo di più: io", e che rappresenta la spontanea evoluzione del rapporto tra il marchio e l'artista, che si è sempre distinta, tra le altre cose, per il rifiuto di etichettare le donne in base alla loro taglia. "È da due anni che 'mi sono piazzata' nella grande famiglia di Persona by Marina Rinaldi, che mi ha permesso di esprimere al massimo la mia creatività senza condizionamenti, fidandosi di me ciecamente. Nel nostro percorso non poteva non esserci la mia capsule collection, manco fossi Kim Kardashian".

Dietro all'ironia, l'impegno verso la realizzazione di un mondo più inclusivo e rispettoso, che Michela dimostra anche nella scelta di sostenere un'associazione benefica devolvendo i suoi compensi per l'ideazione della linea di magliette. La fondazione che ha scelto è la Cervelli Ribelli ONLUS, con sede a Roma, in lotta da anni per la creazione di una "cultura" dell'autismo, attraverso progetti di mediazione concreti ed efficaci tra le famiglie e le istituzioni. In particolare, il denaro andrà al progetto Cervelli Ribelli HubLAb, "un esperimento di habitat possibile in cui una o più persone con i problemi di mio figlio - spiega Gianluca Nicoletti, fondatore della ONLUS - possano felicemente convivere con il resto del mondo, essere incluse e avere una vita sociale. Abbiamo pensato di destinare Il generoso contributo di Michela Giraud alla sostituzione del nostro lucernario, che sta cadendo a pezzi. É la nostra unica finestra da cui si affaccia un pezzetto di cielo, di sicuro grazie a lei vedremo e saremo visti sotto una luce migliore. È uno stimolo a proseguire la nostra battaglia di illuminare l'oscurità in cui sono costrette a vivere le persone neuro diverse".

"Quella dello spettro autistico, in particolare dell'asperger, è una causa che mi sta molto a cuore da sempre, e con cui sono entrata in contatto in tempi in cui l'informazione sull'argomento era poca e poco chiara - ha dichiarato Michela in un comunicato - Le persone neurodiverse sono persone speciali che come tali andrebbero trattate, comprendendone prima a pieno le peculiarità e dunque il tipo di sostegno da dare loro. Sono felice oggi di poter dare il mio piccolo contributo, nella speranza che sia solo un primo passo, e che di piccoli contributi ce ne possano essere tanti altri".

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