Michela Murgia: cambiare il mondo si può, a partire dal basso

Pat-Lme

Ferrara, 6 ott. (askanews) - Cambiare il mondo si può, a partire dal basso e tutti insieme. Ne è convinta Michela Murgia, autrice di Noi siamo tempesta, saggio presentato al festival Internazionale a Ferrara. 

"La storia ha una sequenza ininterrotta di forze dal basso che hanno prodotto cambiamento - ha spiegato Murgia -. Il problema è che non ce le raccontiamo. Ci siamo sempre più sentiti affascinati dalle storie degli eroi solitari, come se incarnarsi nel singolo fosse più facile anche per le moltitudini". 

Nel 1500 Etienne de La Boétie aveva investigato nel "Discorso sulla servitù volontaria" il meccanismo per cui le masse tendano con più facilità a riconoscersi nel singolo e interi popoli si asserviscano a un monarca. Questo è possibile in forza di una trama di narrazione ininterrotta che dice che 'i popoli non fanno il cambiamento', che 'il cambiamento lo fa l'eroe'. 

"Per certi versi - ha aggiunto la scrittrice - è ispirante e per altri versi è castrante, perché se l'eroe non sei tu, non sei mai tu che ti potrai prendere la responsabilità del cambiamento, continuerai a dire 'io sono uno qualunque'. Dall'altro lato per tutta la vita cercherai quell'uomo solo al comando che può fare di te un salvato visto che il salvatore non lo puoi essere. E questo è fortemente deresponsabilizzante e credo che faccia la fortuna di tante carriere politiche". 

Anche i settori più chiusi come l'economia e la finanza possono cambiare con la partecipazione dei cittadini. "Tutte le realtà di finanza etica sviluppatesi a livello mondiale - ha detto Anna Fasano, presidente di Banca Etica - nascono all'interno di contesti comunitari, di collettività, sono movimenti dal basso e vogliono collaborare con tutti gli altri gruppi, da Occupy Wall Street a Friday for future, con tutti coloro che vogliono cambiare un sistema, cambiare le regole del sistema, cambiare un modo di fare economia che non è più sostenibile né per l'ambiente né per la società".