Michele Serra: "Io mi inginocchio. Ma perché voglio inginocchiarmi. Non perché devo"

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- (Photo: Ansa)
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Mi inginocchio perché voglio, non perché devo. Scrive così Michele Serra nella sua Amaca di oggi. Il giornalista di Repubblica sottolinea che il gesto simbolico, che ieri la Nazionale di calcio ha deciso di non fare, non può essere un obbligo. su Repubblica di oggi, Michele Serra scrive:

Io mi inginocchio. Ma perché voglio inginocchiarmi. Non perché devo. Se fosse obbligatorio farlo, io non mi inginocchierei. Io mi inginocchio in segno di fratellanza con i discriminati, i perseguitati, gli esclusi, i diversi, i soffocati. Ma che cosa penserebbero di me, le mie sorelle e i miei fratelli in sofferenza, se sapessero che mi sono inginocchiato solo per stare più comodo, per obbedienza, per fare bella figura, per conformismo? Che cosa vale, la testimonianza delle proprie idee, se diventa un comfort per sentirsi dalla parte dei buoni, o peggio ancora se diventa un nuovo dogma, un obbligo sociale?

Gli azzurri ieri, tramite Chiellini, avevano fatto sapere che si sarebbero inginocchiati solo se anche l’Austria l’avesse fatto. Poco prima del match è arrivata la notizia: nessuno avrebbe compiuto il gesto simbolico. Serra a tal proposito scrive ancora:

Non sentiamo alcun bisogno di consigli per l’inginocchiamento, tanto meno di circolari, decreti, ingiunzioni, procedure, e meno ancora dell’occhiuta sorveglianza degli altri inginocchiati. Sarebbe bene, in questo senso, inginocchiarsi qualche volta in solitudine, lontano dalle telecamere e al riparo da ogni sguardo. Vale lo stesso, e forse vale di più.

L’amaca completa si può leggere qui.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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