Midterm Usa, lo storico: "Aborto ha spostato voti, per Gop e vescovi frutto avvelenato"

(Adnkronos) - In queste elezioni di midterm la sentenza della Corte Suprema sull'aborto, "risultato inseguito e sognato da 50 anni da repubblicani e vescovi cattolici Usa", si è dimostrata in realtà "un frutto avvelenato perché ora porta in svantaggio il partito repubblicano". Così Massimo Faggioli, docente di Storia del Cristianesimo alla Villanova University di Philadelphia, commenta con l'Adnkronos i risultati delle elezioni di midterm in cui l'aborto, anche oltre le previsioni, "ha fatto la differenza", impedendo la stragrande vittoria repubblicana di cui parlavano i sondaggi.

"In alcuni stati negli ultimi anni repubblicani il fattore aborto ha spostato abbastanza perché non sono solo i democratici che vogliono l'aborto legale, questa è una delle ipocrisie dell'America che si è svelata", aggiunge l'autore di "Joe Biden e il cattolicesimo negli Stati Uniti", in Italia edito da Morcelliana, ricordando come gli elettori di stati come il Kansas - "diventato negli ultimi 30 anni il simbolo del conservatorismo rabbioso" - o il Kentucky abbiano approvato referendum per difendere il diritto di scelta.

Per Faggioli si tratta di un passaggio di "valore storico, il rovesciamento degli ultimi 40 anni in cui, da Ronald Reagan in poi, i repubblicani vincono anche per la loro opposizione all'aborto legale". Ora invece che la Roe vs Wade - la sentenza della Corte Suprema che da 50 anni legalizzava l'aborto - è stata annullata da una Corte a maggioranza conservatrice, "che ora è una falsa immagine del Paese", i repubblicani perdono "perché l'alternativa è nella migliore delle ipotesi il caos".

Secondo lo storico delle religioni, a spostare il voto è stata la "paura di un estremismo antiabortista che ha fatto perdere quel partito che aveva promesso di fermare l'onda progressista su gender, matrimoni gay". E, a chi chiede se siano state solo le democratiche a votare in questo senso, o se si possa ipotizzare anche il voto di repubblicane pro choice, risponde: "Tutte e due, certo bisognerà vedere le analisi del voto, ma non c'e' dubbio che il femminismo americano sull'aborto è molto più trasversale di quello che si pensi, non a caso nel Gop sono gli uomini in maggioranza a schierarsi contro l'aborto".

Per quanto riguarda poi la posizione dei vescovi americani, Faggioli sottolinea che sarà interessante seguire la prossima settimana l'assemblea plenaria della Conferenza Episcopale che, ricorda, "si è spaccata negli ultimi anni sulla questione della comunione a Joe Biden" per il suo sostegno all'aborto. "Una certa parte dei vescovi fino a ieri pensava che la vittoria di giugno - aggiunge riferendosi alla sentenza della Corte Suprema - fosse l'inizio di un movimento, invece è più complicato, hanno capito che il Paese è spaccato in due è non c'e' una nuova maggioranza pro life che loro immaginavano".

Aldilà dei risultati, e della questione dell'aborto, Faggioli sottolinea come queste elezioni di midterm rassicurino "essendo le prime dopo il golpe del 2021 del 6 gennaio" e "riaprano i giochi per il 2024, perché ora Biden potrà dire che può vincere e ricandidarsi, mentre i repubblicani hanno un lampante problema Trump, perché gioca per sé" e si è dimostrato essere un peso controproducente.

Ma se il partito repubblicano ora ha davanti a sé "il dilemma di essere trumpiano con Trump o senza Trump", quello democratico forse ne ha uno ancora più complesso: "Il partito democratico ha due anime quella novecentesca, che dice dobbiamo fare delle politiche sociali per i meno abbienti, ed un'altra parte, che dice noi dobbiamo diventare quello che in Italia era il Partito Radicale" spiega Faggioli, sottolineando però che importanti elettorati tradizionali dei democratici, come quello ispanico, "non sono assimilabili alla cultura delle elite intellettuali che pensano che il gender è un'invenzione".

"E questo interessa i latinos, uomini, donne, giovani, e non ha a che fare solo con l'essere religiosi, è proprio un modo di vedere le cose. ", aggiunge riferendosi al fatto che i latinos ora sono una delle componenti principali del voto cattolico americano.

"Il partito democratico trae una lezione importante per il 2024 - conclude - se si affida al Joe Biden che parla ai lavoratori se si affida alle nuova leve è un rischio mortale, per i democratici il dilemma è esistenziale: la vecchia base novecentesca che operai, immigrati automaticamente per i democratici non è più vera, e devono ricostruirsi una base sociale e ideologica che non funziona aggiungendo un po' di gender, un po' di gay, un po' di latinos, un po' di asiatici'".