"I miei genitori erano comunisti. Vivevo il pugno chiuso e il "Ciao compagna" con imbarazzo"

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“Da un’idea di Stefano Accorsi”. Così recitava lo spot della serie “1992″ ai tempi del suo debutto, nel 2015. Oggi, a quattro anni di distanza, Accorsi si racconta a Sette - Corriere della Sera e parla della genesi della narrazione televisiva su Tangentopoli. Ai tempi di “Mani Pulite”, Accorsi era giovanissimo e confessa:

“Una notte di quegli anni ho sognato Berlusconi... Ho sognato che era mio padre. Mi sono svegliato angosciato, ma anche incuriosito”.

Un periodo in cui il giovane Accorsi iniziava ad interessarsi alla politica. Una fase di grande cambiamento, che oggi viene ripercorsa dalla serie che tornerà su Sky dal prossimo 4 ottobre per gli 8 episodi conclusivi.

“Vedevo qualcosa di appassionante che succedeva e decifravo. E soprattutto che scardinava un sistema di cui avevo sempre sentito dire fosse corrotto”.

Anche se, confessa Accorsi, di politica nella sua famiglia si era sempre parlato. Genitori militanti, che l’attore non riusciva a comprendere fino in fondo.

“Quando ero piccolo i miei erano proprio comunisti: andavano in sezione, distribuivano l’Unità. Io mi ricordo che vivevo con un certo imbarazzo quei “Ciao compagno, ciao compagna” oppure il pugno chiuso [...] Vedere in un ruolo pubblico un genitore che sei abituato a vedere in un ruolo privato. C’era un formalismo che in un certo senso mi disturbava”

 

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