Miele, per Cia Toscana previsioni per il 2020 sono pessime

red/Apa

Roma, 11 feb. (askanews) - Dopo l'annus horribilis 2019, con le produzioni che sono precipitate (fino al -85%), anche l'annata in corso non promette bene a causa di un inverno mite che farebbe presupporre una primavera fredda. Intanto aumentano le importazioni dall'estero di prodotti dalla dubbia qualità. A sottolinearlo con un approfondimento nel numero di febbraio di Dimensione Agricoltura è la Cia Agricoltori Italiani della Toscana, che analizza il delicato momento del settore.

In Toscana gli apicoltori censiti sono 5.800, con 100mila alveari presenti in anagrafe, equamente ripartiti tra stanziali e nomadi; il 65% sono produttori in autoconsumo e detengono il 15% degli alveari, mentre il restante 35% gestisce a fini produttivi l'85% del totale delle colonie.

"Oltre ad annate che possono essere climaticamente negative e con poca produzione, come l'ultima - commenta Luca Brunelli, presidente Cia Agricoltori Italiani della Toscana - il settore deve fare i conti con la concorrenza del prodotto estero che merita molta attenzione non solo nei confronti degli agricoltori produttori di miele ma anche verso i consumatori. E' necessario avere regole più attente a tutela del reddito e della competitività delle aziende, partendo dalla definizione di miele fra Europa e Cina". (Segue)