Mieloma multiplo, AIL: 10mila euro costi per pazienti e caregiver

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Roma, 15 nov. (askanews) – Seconda neoplasia ematologica per incidenza, il Mieloma Multiplo non ha solo un impatto negativo a livello fisico e psicologico su chi ne è colpito ma porta con sé riflessi economici che condizionano la vita dei pazienti e dei caregiver che ogni anno si trovano ad affrontare spese per circa 10mila euro. Il dato emerge dall’indagine “Viaggio nei costi accessori sostenuti da pazienti e caregiver di Mieloma Multiplo” promossa da AIL – Associazione Italiana contro leucemie, linfomi e mieloma – in collaborazione con EMN Research Italy e il CEIS dell’Università di Roma Tor Vergata.

“Noi oggi con il nostro sistema sanitario universalistico – dichiara ad askanews Giuseppe Toro, presidente nazionale AIL – riusciamo a guarire le persone, a curarle. In particolare la patologia di cui oggi ci occupiamo, il mieloma, ha fatto passi da gigante: oggi di mieloma si guarisce, migliaia di pazienti sono in una situazione di cronicità. Il problema sono i costi che affronta il paziente per poter affrontare la malattia. Un dato molto critico che abbiamo voluto affrontare in maniera scientifica anche per dare sempre più elementi ai politici, a chi deve occuparsi di questi problemi”.

In Italia si stimano 6.000 nuovi casi l’anno di Mieloma multiplo, una patologia che ha un impatto pesante sulla vita quotidiana dei pazienti a causa del dolore e delle complicanze associate. Problemi a cui si sommano gli aspetti economici legati ai costi diretti e indiretti stimati in media dall’indagine in 10mila euro annui, che sfiorano i 12mila euro per i pazienti in età lavorativa e scendono invece per gli anziani.

“Dal punto di vista dei costi diretti sanitari – spiega Francesco Saverio Mennini, direttore EETHA-CEIS, Università di Roma Tor Vergata – abbiamo una spesa media che supera abbondantemente i 2.000 euro per paziente; per quanto riguarda invece i costi indiretti il peso economico, come in parte ci aspettavamo, è risultato essere molto importante: in media c’è una spesa superiore agli 8.000 euro per paziente. Ma il dato più importante è quello relativo all’abbandono o alla perdita del posto di lavoro che nel 54% ha riguardato i pazienti e nel 30% circa ha riguardato i caregiver.

Quindi il messaggio ai decisori è di cercare di intervenire in maniera precoce, effettuare diagnosi precoce, trattamento precoce con le tecnologie e i trattamenti più efficaci che possano garantire quindi una riduzione della disabilità di questi pazienti in maniera tale che innanzitutto non possano perdere il posto di lavoro e quindi mantenere una produttività che sia in linea con le aspettative anche generali del Paese”.

Occorre dunque intervenire sul fronte delle politiche sociali per cercare di mitigare l’emorragia di risorse. “Le soluzioni – indica il presidente dell’AIL – sono la possibilità di sostenere questi malati intanto nel momento della malattia, dando possibilità di spostamento, sostegni con gli alloggi e i trasporti ma soprattutto trattare queste malattie come situazioni invalidanti in modo da poter dare sostegni a questo tipo di pazienti”.

Di positivo dalla ricerca emerge che il 52% dei pazienti riesce a curarsi nel Centro di riferimento vicino alla propria residenza, senza dover “migrare” in un’altra Regione.