Mifid II, le nuove regole sulla consulenza finanziaria a tutela dei risparmiatori

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Le regole sulla trasparenza per la consulenza finanziaria sono tra le più importanti novità introdotte dalla Markets in Financial Instruments Directive, meglio nota come Mifid II. La direttiva europea sui mercati degli strumenti finanziari impone, agli intermediari finanziari, di esplicitare i costi applicati a prodotti e strumenti di investimento sia in valore percentuale che in valore assoluto.  Un dato che a prima vista potrebbe apparire banale ma non lo è. Come dimostrato da diverse ricerche, gli investitori comprendono meglio i valori monetari rispetto a quelli percentuali. Senza contare che l’aumento dei costi di un punto percentuale può tradursi in un rincaro notevole in valore assoluto.  La Mifid II stabilisce quindi che banche, intermediari e consulenti finanziari comunichino al cliente tutti i costi reali da lui sostenuti per prodotti e strumenti di investimento. Le voci di spesa devono essere esposte in modo chiaro e trasparente, e nelle nuove rendicontazioni dovrà essere specificato quanto dell’importo pagato dal cliente è andato all’intermediario e quanto al gestore.  Sempre nell’ottica di tutela del risparmiatore, la direttiva impone che al cliente vengano illustrati in modo esaustivo i rischi collegati all’investimento di suo interesse. L’obiettivo della Mifid II è spingere a comportamenti più virtuosi gli operatori del settore finanziario.  La normativa non sembra però molto apprezzata da banche e società di risparmio gestito. Come rilevato da “Il Sole 24 Ore” le principali associazioni di categoria (Abi, Assoreti, Assogestioni e Assosim) a inizio febbraio 2019 hanno chiesto chiarimenti alla Consob nel tentativo che a tutti gli osservatori (e poi alla stessa Consob che ha confermato che gli intermediari devono procedere alla trasparenza nel comunicare i costi senza ulteriore indugio) di ritardare l’applicazione delle nuove regole.  I risparmiatori hanno comunque a disposizione un’altra risorsa per la tutela patrimoniale: le società di consulenza finanziaria e i consulenti finanziari autonomi. Figure professionali libere dal conflitto di interessi, perché non sono in alcun modo legate a banche e intermediari finanziari. Tra le maggiori società di consulenza finanziaria italiane, SoldiExpert SCF fornisce supporto agli investitori alla ricerca di un secondo parere sulla propria situazione finanziaria.  La società prevede infatti una consulenza “una tantum” dedicata a chi desidera una valutazione per specifiche esigenze: le analisi condotte possono riguardare la convenienza di un certo prodotto, la valutazione dell’asset allocation in relazione al profilo di rischio dell’investitore, eccetera.  L’offerta di SoldiExpert SCF fra le società pioniere del settore include poi modelli di portafoglio “self service” per gli investitori con capitali a partire da 25 mila euro e una consulenza continuativa per chi dispone di patrimoni pari ad almeno 200 mila euro.  Le strategie di investimento proposte sono basate su un approccio attivo, attraverso l’unione di analisi quantitativa e fondamentale. SoldiExpert si avvale inoltre delle più moderne tecnologie, l’Ufficio Studi interno monitora e confronta migliaia di investimenti ogni mese.  Contattando la società tramite il sito https://soldiexpert.com/ o il numero verde 800 031 588, è possibile richiedere un check-up gratuito e la valutazione del proprio portafoglio.  Approfondimenti  Sito Ufficiale: https://soldiexpert.com/  Ufficio Stampa Fattoretto srl www.massimofattoretto.com

Le regole sulla trasparenza per la consulenza finanziaria sono tra le più importanti novità introdotte dalla Markets in Financial Instruments Directive, meglio nota come Mifid II. La direttiva europea sui mercati degli strumenti finanziari impone, agli intermediari finanziari, di esplicitare i costi applicati a prodotti e strumenti di investimento sia in valore percentuale che in valore assoluto.  

Un dato che a prima vista potrebbe apparire banale ma non lo è. Come dimostrato da diverse ricerche, gli investitori comprendono meglio i valori monetari rispetto a quelli percentuali. Senza contare che l’aumento dei costi di un punto percentuale può tradursi in un rincaro notevole in valore assoluto.  

La Mifid II stabilisce quindi che banche, intermediari e consulenti finanziari comunichino al cliente tutti i costi reali da lui sostenuti per prodotti e strumenti di investimento. Le voci di spesa devono essere esposte in modo chiaro e trasparente, e nelle nuove rendicontazioni dovrà essere specificato quanto dell’importo pagato dal cliente è andato all’intermediario e quanto al gestore.  

Sempre nell’ottica di tutela del risparmiatore, la direttiva impone che al cliente vengano illustrati in modo esaustivo i rischi collegati all’investimento di suo interesse. L’obiettivo della Mifid II è spingere a comportamenti più virtuosi gli operatori del settore finanziario.  

La normativa non sembra però molto apprezzata da banche e società di risparmio gestito. Come rilevato da “Il Sole 24 Ore” le principali associazioni di categoria (Abi, Assoreti, Assogestioni e Assosim) a inizio febbraio 2019 hanno chiesto chiarimenti alla Consob nel tentativo che a tutti gli osservatori (e poi alla stessa Consob che ha confermato che gli intermediari devono procedere alla trasparenza nel comunicare i costi senza ulteriore indugio) di ritardare l’applicazione delle nuove regole.  

I risparmiatori hanno comunque a disposizione un’altra risorsa per la tutela patrimoniale: le società di consulenza finanziaria e i consulenti finanziari autonomi. Figure professionali libere dal conflitto di interessi, perché non sono in alcun modo legate a banche e intermediari finanziari. Tra le maggiori società di consulenza finanziaria italiane, SoldiExpert SCF fornisce supporto agli investitori alla ricerca di un secondo parere sulla propria situazione finanziaria.  

La società prevede infatti una consulenza “una tantum” dedicata a chi desidera una valutazione per specifiche esigenze: le analisi condotte possono riguardare la convenienza di un certo prodotto, la valutazione dell’asset allocation in relazione al profilo di rischio dell’investitore, eccetera.  

L’offerta di SoldiExpert SCF fra le società pioniere del settore include poi modelli di portafoglio “self service” per gli investitori con capitali a partire da 25 mila euro e una consulenza continuativa per chi dispone di patrimoni pari ad almeno 200 mila euro.  

Le strategie di investimento proposte sono basate su un approccio attivo, attraverso l’unione di analisi quantitativa e fondamentale. SoldiExpert si avvale inoltre delle più moderne tecnologie, l’Ufficio Studi interno monitora e confronta migliaia di investimenti ogni mese.  

Contattando la società tramite il sito https://soldiexpert.com/ o il numero verde 800 031 588, è possibile richiedere un check-up gratuito e la valutazione del proprio portafoglio.  

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