Mifsud: "Mai avuti contatti con Mosca o materiale su Hillary Clinton"

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di Marco Liconti 

Joseph Mifsud, il misterioso professore maltese al centro dello scandalo Russiagate, nega di avere avuto un qualsiasi ruolo nella vicenda Trump-Russia e di avere agito per conto di Mosca. Lo fa in un audio risalente all'ottobre 2017, pubblicato oggi dal Telegraph, nell'ambito di un'inchiesta-podcast sulle diramazioni britanniche di una spystory che nei mesi scorsi ha toccato anche l'Italia. Alla domanda di un giornalista del quotidiano inglese se nella primavera del 2016 (precisamente il 26 aprile) abbia realmente offerto all'allora consulente della campagna di Donald Trump, George Papadopoulos, materiale "sporco" sulla candidata democratica Hillary Clinton, sotto forma di migliaia di email hackerate in possesso di Mosca, Mifsud risponde, "questo non è assolutamente vero". 

Eppure, secondo il rapporto del procuratore speciale Robert Mueller, che nel 2017 ereditò l'inchiesta dell'Fbi sui presunti legami tra Trump e Mosca, fu proprio Mifsud che "disse a Papadopoulos che si era incontrato con funzionari di alto livello del governo russo durante un suo recente viaggio a Mosca". Inoltre, nelle 448 pagine del rapporto pubblicato a conclusione dell'inchiesta di Mueller, "Mifsud disse anche che, durante quel viaggio, aveva appreso che i russi avevano ottenuto materiale 'sporco' sulla candidata Hillary Clinton". 

Nella breve intervista, della quale il Telegraph pubblica l'audio, Mifsud nega anche di avere rapporti particolari con la Russia, sottolineando di non essere in possesso di un visto che gli consenta di viaggiare liberamente nel Paese. "Le mie visite nella Federazione Russa sono fatte visto per visto, perché non ho un visto multiplo" e "l'ultimo visto che ho avuto dalla Russia mi è stato dato attraverso i sauditi, perché ero lì per un seminario sullo Yemen, non ha nulla a che fare con la Russia", afferma. Il professore maltese conferma gli incontri con Papadopoulos "ci siamo incontrati un paio di volte a Londra" e "ci siamo visti per un caffè o qualcosa del genere", ma nega "assolutamente" di aver mai fatto riferimento a materiale compromettente sulla Clinton.