Migliorare la salute mentale nei contesti scolastici, al via gli incontri

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L’Università di Milano-Bicocca capofila del progetto Promehs che riguarda sette Paesi. In Italia coinvolti 200 insegnanti e 1.400 studenti

Milano, 19 novembre 2020 – Al via gli incontri di formazione per i 200 insegnanti della Lombardia e del Piemonte che hanno aderito a PROMEHS - Promoting Mental Health at Schools. Si tratta di un progetto di ricerca finanziato dall’Unione Europea all’interno dei Bandi Erasmus che ha per obiettivo – come si comprende fin dal titolo – l’attivazione di una serie di strumenti finalizzati a migliorare la salute mentale nei contesti scolastici. L’Università di Milano-Bicocca è capofila di una rete di autorità pubbliche, network scientifici e associazioni di sette Paesi (oltre l’Italia, anche Malta, la Croazia, il Portogallo, la Grecia, la Lettonia e la Romania). All’Unità di Milano-Bicocca partecipano anche il MIUR e l’Ufficio Scolastico della Lombardia.

Gli incontri rivolti agli insegnanti rappresentano solo uno dei momenti in cui è articolato il programma di Promehs, che in Italia coinvolge anche 1.400 studenti dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di secondo grado e le loro famiglie. I docenti avranno a disposizione manuali con attività da integrare nella programmazione didattica; i dirigenti scolastici e i genitori degli studenti potranno beneficiare di incontri formativi online, manuali e linee guida sul tema della promozione della salute mentale.

Preparata attraverso una serie di riunioni, la fase attuativa del progetto ha dovuto fare i conti con le restrizioni legate alla pandemia. È stato necessario ripensare le modalità operative e non solo, dal momento che nella situazione attuale la scuola è chiamata a usare risorse per la ricostruzione di luoghi di vita sicuri, che siano contemporaneamente in grado di garantire lo svolgimento di un’adeguata attività didattica e di promuovere il benessere psicologico di chi li abita. Nel corso degli incontri, poi, si terrà conto anche delle “nuove emergenze” come quelle legate alla didattica da remoto.

«Puntiamo a migliorare l’apprendimento socio-emotivo, la resilienza e la relazione docente-studente. Nel caso degli studenti, ci aspettiamo anche un miglioramento del rendimento scolastico e una riduzione dei problemi di comportamento. Per quanto riguarda gli insegnanti, invece, tra i risultati attesi ci sono anche la crescita della soddisfazione lavorativa e la riduzione dello stress», spiega la professoressa Ilaria Grazzani, professore ordinario di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione e responsabile del laboratorio di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione dell’Università di Milano-Bicocca, nonché coordinatrice del progetto e componente del Team Dissemination insieme a Valeria Cavioni e Francesca Rossi, assegniste di ricerca.

Per approfondimenti: https://it.promehs.org/

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