I 48 migliori ospedali per le donne

Da cinque anni in Italia le donne possono trovare con facilità gli ospedali migliori dove curarsi. Il merito è dell’Osservatorio Onda che dal 2007 premia le strutture di eccellenza nella cura delle patologie femminili: quest’anno sono 224 gli ospedali che hanno ricevuto il riconoscimento del Bollino rosa, dei quali 48 considerati eccellenti con tre bollini. Si tratta di un’autocertificazione che le strutture sanitarie possono fare rispondendo a 120 domande, comunicando il funzionamento e la presenza di unità operative specifiche per le malattie femminili, i servizi specifici per le donne messi a disposizione nella struttura.

La scelta di dedicare un’attenzione particolare agli “ospedali rosa” nasce da un dato registrato anche dall’Istat: le donne sono più longeve, ma si ammalano di più. Le aree cliniche valutate e premiate sono le più disparate e non solo quelle di ginecologia e maternità, dove le pazienti sono ovviamente donne. Si valutano, per esempio, i reparti di diabetologia, perché il diabete è la più comune tra le malattie metaboliche e colpisce specificatamente il sesso femminile in particolare nel periodo della gravidanza e della menopausa. Oppure le unità di Endocrinologia, dedicate alla diagnosi e cura delle patologie che colpiscono l’apparato endocrino. In particolare, nel Programma Bollini Rosa sono state individuate le unità che si occupano specificatamente di osteoporosi e patologia tiroidea, poiché rappresentano le malattie endocrine di maggior rilevanza clinica ed epidemiologica nella popolazione femminile. Ma anche i reparti di psichiatria che offrono servizi e programmi diagnostico-terapeutici dedicati alle patologie psichiatriche tipicamente femminili, quali la depressione e i disturbi del comportamento alimentare (anoressia e bulimia). Inoltre, viene rilevata la presenza centri di sostegno a favore delle donne in caso di violenza, ma anche servizi come la mediazione culturale per pazienti straniere, la possibilità di seguire una dieta diversificata per esigenze personali e restrizioni religiose, la presenza di spazi ludoteca o per l’accudimento dei figli.

Gli ospedali migliori. In Italia non esiste una classifica ufficiale degli ospedali migliori, anche se non mancano casi di eccellenza riconosciuti da tutti, come l’Istituto nazionale tumori di Milano per l’oncologia, solo per fare un esempio. Ogni anno, però, l’Agenzia nazionale sanitaria Agenas valuta le strutture pubbliche e private convenzionate stilando una sorta di classifica per ciascuna attività di cura, registrando dati sulla percentuale di tagli cesareo, il tasso di mortalità a seguito di bypass ortocoronarico, la rapidità con cui si procede a un’operazione dopo la frattura del collo del femore. Quello che è possibile sapere, dunque, non è dove si trova il migliore o il peggiore ospedale in assoluto, ma dove è che si applicano le “buone pratiche” per una migliore assistenza. Non solo, l’Agenzia ha stilato anche un elenco di “eventi sentinella” (errori in trasfusioni di sangue, scambio di pazienti, morte durante il trasporto intraospedaliero, etc) e indica quali sono i protocolli ufficiali da seguire per prevenirli e alla fine dell’anno registrerà anche le buone pratiche messe in atto dagli ospedali italiani per far fronte a questi tragici errori.

Osteoporosi una malattia silenziosa, a rischio una donna su 4Torino, (TMNews) - In Italia una donna su quattro in menopausa è a rischio osteoporosi, una malattia degenerativa silenziosa dello scheletro che colpisce soprattutto ma non esclusivamente le donne e che predispone i pazienti ad un elevato rischio di fratture. L'osteoporosi può essere determinata da numerosi fattori, tra cui una alimentazione scorretta, ma soprattutto dalla carenza di vitamina D e dalla scarsa esposizione al sole, come spiega il professor Isaia direttore del reparto Geriatria e Malattie Metaboliche dell'osso delle Molinette di Torino. "Noi abbiamo una enorme quota di popolazione anziana che ha carenza di vitamina D. Per questo la SIOMMMS ha lanciato una campagna per invitare la popolazione a esporsi al sole, e dove non è possibile somministrare vitamina d". Un paradosso dunque nel paese del sole, ma la prevenzione dell'osteoporosi è relativamente semplice. "Noi consigliamo ai pazienti che hanno fattori di rischio, praticamente tutti dopo i 65 anni, di sottoporsi a una densitometria, un esame radiologico a basso contenuto di radiazioni, che misura il livello di calcio". L'assunzione di Vitamina D non ha effetti collaterali e può davvero aiutare insieme a un po' di tintarella a vivere una terza età più in salute.

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