Migrante salva disabile da un incendio e diventa eroe nazionale

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Gorgui Lamine Sow, senegalese di 20 anni, lo scorso venerdì 6 Dicembre, era impegnato a vendere i prodotti artigianali del suo paese (per lo più collanine e braccialetti) in una via del centro Dénia, comune spagnolo nella comunità autonoma di Valencia.

Sembrava una giornata tranquilla, dove tutto scorre come al solito. Intorno alle 14, il 20enne si accorge che dalla finestra di un appartamento di due piani esce del fumo. Senza pensarci un momento, Gorgui Lamine Sow, si è arrampicato sulla facciata ed è entrato dal balcone. Nell’appartamento c’era Álex Caudeli Webster, un disabile di 39 anni.

Incurante delle fiamme e con grande coraggio, il giovane si è caricato l’uomo sulle spalle e lo ha portato all’esterno. Sotto, altri soccorritori avevano portato una scala con cui i due hanno potuto mettersi in salvo. Il disabile, nonostante il pronto intervento del ragazzo, aveva inalato molto fumo e soffriva di bruciature in varie parti del corpo. Trasportato in ambulanza all’ospedale di Valencia, gli è stata riscontrata un’ustione all’esofago. Colui che gli ha salvato la vita, invece, dopo essersi lavato le mani, è scomparso.

Migrante salva disabile da un incendio

Dopo due giorni di ricerche, un giornalista locale, è riuscito a rintracciare il 20enne senegalese. Gorgui vive a Gandia, un comune poco distante, assieme alla moglie e alla figlioletta di 7 mesi. La famiglia è arrivata in Spagna nell’Agosto del 2017 dall’Argentina. Alex e Gorgui, si conosciuti soltanto 4 giorni dopo la tragedia sfiorata.

“C’era fumo e fuoco” racconta il giovane “ma mi sono detto che non potevo avere paura perché c’era una persona là dentro e dovevo tirarla fuori. L’ho fatto perché me lo ha chiesto il cuore. Sono povero, non ho niente, ma sono forte e posso aiutare”. Gourgui ha poi spiegato di essere andato via subito perchè la moglie e la figlia lo stavano aspettando per prendere l’autobus.

Gorgui non ha il permesso di soggiorno e per sopravvivere ogni giorno offre ai turisti dei prodotti artigianali africani. “Abbiamo una stanza molto piccola a Gandia” continua “non c’è la porta e fa molto freddo. Non abbiamo neppure un letto. Dormiamo tutti e tre su un materasso”. Ma dopo il gesto eroico, su Change.org, è partita una petizione per concedergli il permesso di soggiorno. Il comune di Denia, inoltre, ha chiesto al prefetto di Alicante che a tutta la famiglia venga riconosciuta la residenza come ricompensa per quanto fatto.