Migrantes: più probabile studiare all'estero se figli di laureati -2-

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Roma, 24 ott. (askanews) - Per completare la riflessione sulle esperienze di studio all'estero si è preso in considerazione quanto avviene tra i dottori di ricerca. Questi provengono da famiglie con almeno un genitore laureato (44,3%, +9,7 punti percentuali rispetto ai laureati), hanno conseguito la laurea di secondo livello ottenendo 110 e lode (il 65,6%, +26,5 punti percentuali rispetto ai laureati) e hanno un bagaglio formativo ricco di esperienze di ricerca e di pubblicazioni. Tutti questi elementi contribuiscono a determinare la loro maggiore propensione alla mobilità per studio e per lavoro verso l'estero.

La motivazione prevalente che ha portato i dottori di ricerca a svolgere un periodo all'estero è la possibilità di collaborare con esperti (55,0%), seguita dall'esigenza di elaborare la tesi di dottorato (13,8%) e di usufruire di laboratori o di attrezzature specifiche (12,8%). Il 72,5% di chi ha vissuto un'esperienza all'estero si è recato in un paese europeo, prevalentemente nel Regno Unito (13,9%), in Francia (13,6%) o in Germania (11,6%); interessante rilevare che si tratta degli stessi paesi (a parte la Spagna che non risulta particolarmente attrattiva per i dottori di ricerca) scelti più di frequente anche dai laureati. Tra i paesi extraeuropei, la scelta ricade prevalentemente sugli Stati Uniti (15,4%).