Migrantes: più probabile studiare all'estero se figli di laureati

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Roma, 24 ott. (askanews) - Le esperienze di studio all'estero coinvolgono il 13,0% dei laureati italiani del 2018: l'8,9% ha svolto un'esperienza nell'ambito di un programma dell'Unione Europea (quasi esclusivamente di tipo Erasmus), il 2,4% ha svolto altre esperienze riconosciute dal corso di studio e l'1,7% ha realizzato esperienze su iniziativa personale. Lo si legge nel Rapporto Italiani nel Mondo elaborato dalla Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana.

Negli ultimi 10 anni le esperienze maturate nell'ambito dei programmi dell'Unione Europea figurano in aumento, ma i livelli attualmente raggiunti non possono essere considerati ancora soddisfacenti poiché lontani dagli obiettivi minimi, fissati al 20%, definiti nell'ambito della Strategia Europa 2020.

Tra quanti maturano un'esperienza all'estero riconosciuta dal percorso di studio, il paese di destinazione più frequente è la Spagna (26,2%), seguita da Francia (11,1%), Germania (10,6%) e Regno Unito (6,2%).

La partecipazione ai programmi di studio all'estero è più frequente fra i laureati del gruppo linguistico (30,8%), medicina e odontoiatria (18,5%) e architettura (16,1%). Valori particolarmente ridotti si rilevano per le professioni sanitarie (2,1%), insegnamento (4,1%) ed educazione fisica (3,7%). Un risultato che suggerisce una riflessione sull'approccio, probabilmente anche di natura culturale, che le varie discipline hanno nei confronti delle esperienze di studio all'estero, con particolare riferimento al valore di crescita personale e di curriculum.

Il quadro fin qui delineato acquista contorni ancor più definiti se si considera che il contesto socio-culturale di provenienza dei laureati condiziona le loro opportunità sul piano della mobilità internazionale, soprattutto a causa dell'impegno economico che tale tipo di esperienza impone e che le fonti di finanziamento, ad esempio le borse di studio, non sempre sono sufficienti a compensare. I laureati che hanno svolto un'esperienza di studio all'estero riconosciuta dal corso sono pari al 18,0% fra i figli di genitori laureati e al 9,5% fra i figli di genitori non laureati; analogamente, i laureati che hanno svolto un'esperienza di studio all'estero sono pari al 14,9% tra quelli di estrazione sociale più elevata (imprenditori, liberi professionisti, dirigenti) e all'8,3% tra quelli provenienti da contesti meno favoriti (lavoro esecutivo).

Per quanto riguarda l'acceso al mondo del lavoro, il tasso di occupazione è pari al 73,9%, 6,0 punti percentuali in più rispetto a quello osservato tra i laureati che non hanno svolto un'esperienza di studio all'estero. Inoltre, in termini retributivi, coloro che hanno svolto un'esperienza di studio all'estero percepiscono, in media, 1.307 euro mensili netti, l'8,8% in più rispetto a coloro che non hanno svolto alcun tipo di esperienza all'estero.(Segue)