Migranti, 13 Paesi nel nuovo decreto per rimpatri più veloci

Roma, 4 ott. (askanews) - "Un decreto che non urla ma che si occupa dei fatti": così il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio ha definito il nuovo decreto interministeriale "Rimpatri sicuri" firmato dai responsabili di Esteri, Interni e Giustizia, presentato alla Farnesina con il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. Un decreto che riduce da 2 anni a 4 mesi i tempi dei rimpatri dimezzando quelli dell'iter delle domande d'asilo ma va inteso, ha ribadito il capo della Farnesina, solo come "un primo step".

"Io non credo che al redistribuzione dei migranti negli altri Paesi europei sia la soluzione definitiva, ci aiuta soltanto a gestire il problema migranti come Europa e non più come Italia ma se abbiamo persone che secondo le leggi internazionali e quelle italiane che non possono stare qui, dobbiamo fare di più sul sistema dei rimpatri. Di cosa sto parlando? I Paesi per i quali i cittadini che faranno richiesta di restare in Italia e per i quali si passa da due anni a 4 mesi sono Algeria, Marocco, Tunisia, Albania, Bosnia Erzegovina, Capo Verde, Ghana, Kosovo, Macedonia del Nord, Montenegro, Senegal, Serbia, Ucraina".

Di Maio ha sottolineato come il provvedimento, che non ha oneri di spesa, rappresenti un cambio di rotta rispetto alle "troppe lungaggini burocratiche, tra le domande d'asilo e i ricorsi" che determinano oggi la tempistica dei rientri in patria per chi non ha diritto di restare in Italia. Secondo il ministro, si tratta di un terzo dei migranti che arrivano nel nostro Paese.

Caustico, dal canto suo, il segretario della Lega, Matteo Salvini.

"Questo governo ha calato le braghe e aperto i porti, questo è il dato evidente - ha detto - l'unico risultato di questo governo è che ha triplicato gli sbarchi in Italia e mi sembra un risultato demenziale".