Migranti: 43 salvati a largo delle coste turche

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Terzo naufragio del mese di giugno che coinvolge imbarcazioni con a bordo migranti. Sono almeno 4 le persone che risultano disperse nel mar Egeo dopo il naufragio al largo della Turchia di un’imbarcazione carica di migranti diretta alle isole greche.

Sul gommone erano presenti altre 35 persone: queste sono state tratte in salvo dalla guardia costiera turca al largo di Ayvalik, di fronte a Lesbo, secondo quanto riporta Anadolu. L’allarme del naufragio nel Mar Egeo è stato lanciato intorno alle 6.20 italiane di lunedì 29 giugno.

Migranti, naufragio nel Mar Egeo

È stata la Mare Jonio a soccorrere le 43 persone, tra cui donne e minori, a circa 40 miglia a Nord di Zuara. Mediterranea saving humans, su Twitter, fa il punto della situazione: “Erano a bordo di un’imbarcazione piena d’acqua e sovraccarica, a rischio di affondare. Adesso sono sani e salvi sulla nostra nave. Benvenuti!”.

Il 29 giugno è una data importante per quanto concerne gli sbarchi dei migranti. Un anno fa, infatti, Carola Rackete, guidò una nave della Ong tedesca carica di migranti all’interno del porto di Lampedusa sfidando l’allora titolare del Viminale, Matteo Salvini.

Il pensiero di Carola Rackete

“Un anno fa, sono entrata nel porto di Lampedusa senza autorizzazione, dopo che il mio equipaggio e io abbiamo salvato 53 persone dal naufragio e dopo che tutta l’Europa ci ha abbandonato per più di due settimane. Il nostro equipaggio ha dovuto farlo come parte della flotta di soccorso civile perché l’Unione europea aveva ritirato tutte le sue navi, pur sapendo che i rifugiati in fuga dalla guerra in corso in Libia stanno tentando l’attraversamento“, ha ricordato la Rackete.