Migranti, Alarm Phone lancia l’allarme: altre 49 persone in pericolo

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Nonostante la grande attenzione riservata all’emergenza coronavirus, ci sono altri problemi -seppur minori, ora- di cui l’Italia si deve preoccupare. La questione migranti è sempre aperta per il nostro Paese, e tra venerdì 13 e sabato 14 marzo sono arrivate due richieste d’aiuto da parte di Alarm Phone.

Migranti dalla Libia: l’allarme di Alarm Phone

Il contatto di emergenza di supporto alle operazioni di salvataggio ha lanciato l’allarme relativo alla presenza di 49 migranti in fuga dalla Libia a bordo di un barcone. L’ultimo momento in cui hanno avuto contatto con loro è stato alle 17:45 di sabato 14 marzo 2020. In questa occasione le persone avevano riferito di aver visto una nave che andava nella loro direzione, ma non è noto se siano state soccorse.

Secondo quanto dice Alarm Phone Malta avrebbe promesso di inviare soccorsi ma poi si sarebbe rifiutata di fornire informazioni. “Siamo molto preoccupati e per loro e vogliamo novità sulla loro sorte“, hanno scritto.

Poco prima il medesimo contatto aveva scritto in un tweet: “Questa notte siamo stati contattati da 110 persone in pericolo su un gommone nella zona SAR maltese. Ci hanno detto di essere fuggiti dalla Libia e di essere a mare da più di 30 ore. La barca si sta sgonfiando e hanno bisogno di immediato soccorso!”. Ribattezzato “il centralino dei migranti“, Alarm Phone era “in modalità silenziosa” dai primi di marzo, quando, a causa dell’emergenza coronavirus, gli sbarchi nel nostro Paese erano decisamente diminuiti. Ma, nella notte, la chiamata: si tratterebbe di uomini e donne in fuga dalla Libia che sono in mare da oltre 30 ore e hanno bisogno di “salvataggio immediato”. Alarm Phone ha riferito di aver segnalato la posizione del gommone in pericolo alle autorità , ma di non aver ricevuto nessuna risposta.

Migranti: continuano sbarchi nonostante coronavirus

La domanda viene spontanea: che nonostante il coronavirus riprendano le partenze per il nostro Paese? Difficile trovare una risposta. Quel che è certo ora è che al momento tutte le navi delle Ong sono ferme nei porti, dopo gli sbarchi di fine febbraio. Ma le imbarcazioni minori, o i gommoni viaggiano lo stesso: pochi giorni fa, 85 persone a bordo di 3 imbarcazioni di fortuna sono approdate in una Lampedusa sofravvollata e colpita dal virus, dove già 26 persone sono in quarantena.