Migranti alla frontiera. L'Ue accusa Lukashenko, ma sospetta di Varsavia

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A picture taken on November 8, 2021 shows Poland's law enforcement officers watching migrants at the Belarusian-Polish border. - Poland on November 8 said hundreds of migrants in Belarus were descending on its border aiming to force their way into the EU member in what NATO slammed as a deliberate tactic by Minsk. - Belarus OUT (Photo by Leonid Shcheglov / BELTA / AFP) / Belarus OUT (Photo by LEONID SHCHEGLOV/BELTA/AFP via Getty Images) (Photo: LEONID SHCHEGLOV via Getty Images)
A picture taken on November 8, 2021 shows Poland's law enforcement officers watching migrants at the Belarusian-Polish border. - Poland on November 8 said hundreds of migrants in Belarus were descending on its border aiming to force their way into the EU member in what NATO slammed as a deliberate tactic by Minsk. - Belarus OUT (Photo by Leonid Shcheglov / BELTA / AFP) / Belarus OUT (Photo by LEONID SHCHEGLOV/BELTA/AFP via Getty Images) (Photo: LEONID SHCHEGLOV via Getty Images)

Sono migliaia e sarebbero addirittura “scortati” da soldati bielorussi. Messa così, come la mette il governo polacco, questa nuova ondata di migranti vicino alla cittadina di Kuznica, al confine tra Polonia e Bielorussia, sembra una potenziale ‘arma nucleare’ nei rapporti già tesi tra Bruxelles e Minsk, oltre che tra Varsavia e Minsk. Non solo Lukashenko lascia passare i migranti verso i confini esterni dell’Ue, usandoli come leva di ricatto, ma addirittura li accompagna fino alle frontiere esterne dell’Unione. Eclatante. Bruxelles però non ha modo di verificare a stretto giro le accuse del governo polacco, pur denunciando che Lukashenko “sfrutta le persone per destabilizzare l’Ue e i valori che sosteniamo”. Il punto è che l’Ue non ha personale sul campo, né di Frontex, né dell’Europol. Motivo? Varsavia non lo ha chiesto, perché così, sospettano a Bruxelles, può operare indisturbata anche i respingimenti illegittimi.

C’è un problema grosso con Minsk. “La Bielorussia deve smettere di mettere a rischio la vita delle persone. La sua strumentalizzazione dei migranti a fini politici è inaccettabile”, dice la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen che per telefono esprime “solidarietà” al premier polacco Mateusz Morawiecki. Ma c’è un problema, l’ennesimo, anche tra Unione Europea e Polonia, già nel mirino per le violazioni dello stato di diritto che le stanno causando il congelamento dei fondi del Next Generation Eu.

Di fronte alla maxi-ondata di arrivi da est, adulti e molti minori che bussano ai confini polacchi, i più vicini per entrare nell’Unione dalla Bielorussia dopo il lungo viaggio dai paesi d’origine - Afghanistan, Siria, Iran - Varsavia non reagisce chiedendo agli altri Stati membri di collaborare nella redistribuzione e accoglienza dei profughi. No, il governo sovranista di Morawiecki non ci pensa per niente ad accogliere, anche perché i flussi sono così continui che farlo sarebbe un impegno non da poco. La prima mossa è inviare soldati al confine per respingere. Il punto è che, ci raccontano fonti europee a Bruxelles, la Polonia sta respingendo anche i migranti che riescono a mettere piede sul suo territorio e che per questo motivo avrebbero diritto ad avanzare richiesta di asilo: come succede a tutti i migranti che sbarcano in Italia attraverso il confine marittimo del Mediterraneo.

La Polonia invece ha confini terrestri, spesso fatti di boschi. Il governo ‘gioca’ su questo confine labile, certamente meno definito del confine marittimo, e respinge anche chi non potrebbe, anche coloro che essendo riusciti a toccare il suolo polacco dovrebbero per legge essere accolti, le loro domande dovrebbero essere accettate ed esaminate. Invece vengono rispediti fuori, senza che nessuno possa controllare. A quanto sembra, oltre a non aver chiesto l’aiuto di Frontex ed Europol, il governo di Varsavia impedisce anche agli operatori delle ong di accedere ai territori interessati alle operazioni di respingimento.

Non a caso, oggi un portavoce della Commissione Europea ricorda che “il miglior modo per gestire le frontiere comuni è con risorse comuni” e “Frontex ed Europol sono pronte ad assistere” la Polonia “con la registrazione alle frontiere, la lotta al traffico di persone, così come hanno fatto in molti luoghi, inclusi Lituania e Lettonia”. Ma malgrado l’Ue abbia “incoraggiato” Varsavia a richiederne l’assistenza, quale “sostegno aggiuntivo a quello finanziario che abbiamo già fornito”, il governo polacco non ha inoltrato richiesta. E Frontex ed Europol possono intervenire solo su richiesta di uno Stato membro.

Situazione a dir poco kafkiana, grave per via della quasi totale assenza di tutela dei diritti di chi arriva. Situazione esplosiva, tanto che sul caos al confine tra i due Stati, Polonia e Bielorussia, la prima nell’Unione, la seconda fuori, interviene addirittura la Nato. La pratica del governo bielorusso di usare i migranti come “tattica ibrida” per fare pressione sui Paesi europei è “inaccettabile”, dice una fonte dell’Alleanza Atlantica. “Abbiamo visto un’ondata di migranti che cercavano di entrare in territorio alleato attraverso la Bielorussia. La Nato sta monitorando da vicino la situazione, che sta mettendo sotto pressione i nostri alleati Lituania, Lettonia e Polonia. Invitiamo Minsk a rispettare il diritto internazionale”.

Peter Stano, portavoce dell’Alto rappresentante Ue Josep Borrell, spiega che sono in corso delle discussioni all’interno del Consiglio Europeo per modificare l’attuale regime di sanzioni diretto contro Lukashenko in modo da “tenere in considerazione anche le nuove minacce” provenienti da Minsk, “inclusa la strumentalizzazione dei migranti”. “Invito gli Stati membri ad approvare finalmente il regime di sanzioni esteso alle autorità bielorusse responsabili di questo attacco ibrido”, dice von der Leyen.

“Il vicepresidente Schinas, in coordinamento con l’alto rappresentante Borrell - continua la presidente della Commissione Europea - si recherà nei prossimi giorni nei principali paesi di origine e di transito per garantire che agiscano per evitare che i propri cittadini cadano nella trappola tesa dal governo bielorusso autorità. L’Ue esaminerà in particolare come sanzionare, anche mediante l’inserimento in una lista nera, le compagnie aeree di paesi terzi attive nella tratta di esseri umani. Infine, la Commissione esaminerà con le Nazioni Unite e le sue agenzie specializzate come prevenire lo sviluppo di una crisi umanitaria e garantire che i migranti possano essere rimpatriati in sicurezza nel loro paese di origine, con il sostegno delle autorità nazionali”.

Sul fuoco soffiano i nazionalisti: non solo quelli polacchi. Il problema al confine suona da chiamata alle armi per gli alleati sovranisti europei. “Bisogna fare di tutto per andare in aiuto della Polonia, che deve affrontare una vera e propria aggressione migratoria!”, scrive su Twitter Marine Le Pen, pronta a usare la questione come arma elettorale in vista della corsa per l’Eliseo l’anno prossimo. “La Francia deve inviare immediatamente forze di polizia alle frontiere e sostenere i polacchi abbandonati dall’Ue’’, aggiunge la leader del Rassemblement National, ″la Polonia sta affrontando un’ondata migratoria senza precedenti. L’Unione europea non dovrebbe stupirsi che le Nazioni vogliano difendere da sole i propri confini’’.

Non solo Le Pen. Interviene anche il presidente del gruppo dei Popolari europei, il tedesco Manfred Weber, che è un moderato, eppure torna alla carica sulla richiesta che i fondi europei servano a finanziare la costruzione i muri al confine esterno. Lo chiedono ben 12 Stati membri, tra sovranisti e frugali. “I Paesi che chiedono il sostegno dell’Ue per erigere recinzioni nelle aree di confine devono essere ascoltati - dice Weber - L’Ue deve essere ferma di fronte alla strumentalizzazione dei migranti da parte del regime di Lukashenko”. Quello di Weber è un modo per strizzare l’occhio ai gruppi nazionalisti nel Parlamento Europeo, in vista dell’elezione del prossimo presidente dell’Eurocamera a fine anno, dove Weber punta a piazzare un Popolare, così la spiegano a Bruxelles. Ma la materia scotta, oltre la tattica parlamentare.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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