Migranti, ambasciatore Marocco: "Siamo partner affidabile, niente lezioni"

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"Siamo un partner affidabile per l'Europa, lo abbiamo dimostrato" e "non abbiamo lezioni da imparare da nessuno". Parla così con Aki - Adnkronos International l'ambasciatore del Marocco in Italia, Youssef Balla, dopo la crisi di Ceuta. Si è trattato, sostiene, "di una semplice crisi migratoria, come tante altre in passato", e i fatti dei giorni scorsi, quando nell'enclave spagnola in 48 ore sono arrivati 8.000 migranti dal Marocco, sono "coincisi con la festa che segna la fine del mese sacro di Ramadan", un periodo in cui c'era per questo - dice l'ambasciatore - "una minore presenza di forze dell'ordine".

"E' fuori discussione - incalza - il ruolo del Marocco nel controllo dei flussi migratori. Non permettiamo a nessuno di metterlo in dubbio". Secondo Balla, quello che è accaduto a Ceuta "dimostra esattamente l'importanza del Marocco per la sicurezza e la stabilità per l'altra sponda del Mediterraneo".

Per l'ambasciatore, la "crisi migratoria nel Mediterraneo è una responsabilità prima di tutto europea, perché queste persone vogliono andare in Europa e "posizioni arroganti" o "politiche basate sull'egoismo" non sono la soluzione, ma servono "responsabilità e fiducia". "Sbaglia - dice - chi vuole subappaltare la questione migratoria a Paesi terzi considerandoli come gendarmi".

Sulla crisi di Ceuta, Balla accusa la Spagna di aver "cercato di strumentalizzare" i fatti e di "nascondere il vero problema che esiste e che è una crisi diplomatica, una crisi bilaterale tra i due Paesi relativa all'accoglienza da parte di Madrid del capo del Polisario", Brahim Ghali, "perseguito dalla stessa giustizia spagnola per crimini di guerra, terrorismo, stupro". Secondo Balla, "le circostanze di questa accoglienza a un criminale di guerra, con un pretesto umanitario, sono scandalose per uno stato di diritto" e la "strumentalizzazione" della Spagna ha riguardato anche l'Europa, che lui spera "non si lasci trascinare" mentre il regno "aspetta risposte" da Madrid.

La Spagna, accusa ancora, ha accolto il leader del Fronte Polisario "sotto falsa identità e di nascosto" e per il Marocco si tratta di una "aggressione alla sua integrità territoriale", di un affronto al "partenariato con la Spagna, al rapporto di fiducia, di amicizia e buon vicinato". L'ambasciatrice del Marocco a Madrid è stata richiamata nel regno e, ribadisce Balla, "non tornerà finché non si risolveranno le cause vere di questa crisi" e la Spagna "sa quali sono", insiste il diplomatico riferendosi all'accoglienza riservata al leader del Fronte Polisario.

"Madrid - dice ancora - prima di chiedere sostegno all'Europa deve dire la verità ai suoi partner europei perché la Spagna si è fatta beffe dei principi e dei valori europei accogliendo un criminale di guerra perseguito dalla sua stessa giustizia. La Spagna deve spiegare per quale motivo ha tradito i valori europei". E, insiste, il Marocco vuole "spiegazioni" perché "finora non ne abbiamo ricevute con tre tentativi avviati". "Aspettiamo - conclude - che la Spagna risponda alle nostre domande, che sono legittime, da parte di un partner che si considera un alleato secondo il principio del buon vicinato".

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