Migranti, Azione: crisi è geopolitica, Ue sia autorevole mediatore

Pol/Bac

Roma, 5 mar. (askanews) - "Quello che sta avvenendo nelle nostre città per una vicenda che minaccia la nostra salute e che certamente avrà un grave impatto sulla vita economica del paese e dell' intera comunità internazionale, non deve distrarci da quanto sta avvenendo a non più di un paio di ore di volo da noi". Lo dichiara in un video postato su Facebook e Twitter Vincenzo Camporini, membro del comitato promotore di Azione e già Capo di Stato Maggiore della Difesa.

"Alla frontiera tra Turchia, Grecia e Bulgaria - sottolinea - Erdogan sta concentrando una massa innumerevole di disperati che, sfuggiti dagli orrori di quasi dieci anni di guerra civile in Siria e dalla sopravvivenza senza speranza nei campi profughi della Turchia orientale, si illudono di trovare nel mitico Occidente un futuro degno di essere vissuto. Anche questo avrà un impatto pesante sulle nostre società e non solo e non tanto per la questione immigrazione, ma soprattutto per il rischio concreto che i conflitti che travagliano il Medio Oriente si allarghino in un confronto più ampio in cui potremmo essere coinvolti".

"Al di là dello spauracchio immigrazione e della questione energetica -spiega Camporini- il rischio che il conflitto da locale diventi generale non è poi così remoto, perché le ambizioni che si stanno misurando sono destinate a scontrarsi. Che fare dunque? Certo, cercare in tutti i modi di ridurre le tensioni: in un mondo ideale l' Unione Europea dovrebbe imporsi come autorevole mediatore per ridare qualche speranza a quelle popolazioni tormentate, chiarendo una volta per tutte che le politiche di potenza da parte degli attori regionali non pagano e non possono essere accettate. In sostanza -conclude- se non faremo rapidamente progressi nell' integrazione europea continueremo a essere spettatori, pagando un caro prezzo politico ed economico", conclude.