Migranti, Bonino: stop a collaborazione con la Libia

Pol/Gal

Roma, 26 ott. (askanews) - "I libici minacciano oltre 100 persone sulla Alan Kurdi della Sea Watch, compreso l'equipaggio, che viene ostacolato nel salvataggio di 92 persone. Tutti sono in pericolo di vita. Evidentemente non sono bastati, in questi due anni, i ripetuti rapporti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, le denunce di organizzazioni internazionali e di ONG impegnate sul campo e le testimonianze drammatiche dei migranti riusciti a sopravvivere a torture violenze di ogni genere, a fermare la collaborazione tra governo italiano e forze libiche". Lo scrive la Senatrice di +Europa Emma Bonino sulla sua pagina Facebook.

"La sciagurata decisione di fermare gli arrivi a tutti i costi - continua la Bonino - ha portato l'Italia, e subito dopo l'Ue, a mettere da parte principi e norme di diritto internazionale, affidando a milizie spietate il controllo di una parte del Mediterraneo e procedendo, per loro tramite, a respingere migliaia di persone e chiudere gli occhi davanti all'orrore dei campi di detenzione. Le recenti inchieste giornalistiche e la recente intervista di Francesca Mannocchi - prosegue Bonino - hanno inoltre confermato l'ambiguità pericolosa dei rapporti del governo italiano di allora con alcuni capi delle milizie libiche, tra cui il famigerato trafficante di esseri umani 'Bija', su cui pendono sanzioni dell'Onu, addirittura portato in missione in Italia nel 2017 a visitare centri di accoglienza e istituzioni, tra cui il Viminale: fatti molto gravi su cui è doveroso da parte di chi quella missione ha voluto, fare chiarezza. Alla luce di quanto accaduto dalla firma del Memorandum con la Libia, è impensabile che quegli accordi vengano oggi rinnovati: a cos'altro dobbiamo assistere per fermare questa scellerata collaborazione che ha reso l'Italia colpevole di violazioni gravissime e complice delle più efferate violenze nei confronti di decine di migliaia di persone nelle mani di uomini spietati?", conclude Bonino.