Migranti, boom di sbarchi nel 2020: tutti i dati

Migranti sbarchi 2020

Boom di sbarchi di migranti dall’inizio del 2020 sulle coste italiane. Nell’ultimo anno si sono già contati 1275 sbarchi, gli ultimi arrivati a Taranto con la Ocean Viking lo scorso 29 gennaio 2020, ed altri 363 sono a bordo della Open Arms in attesa di un porto, contro i 202 sbarchi del periodo precedenti dello scorso anno. Queste cifre stanno facendo preoccupare l’attuale governo. Tra le ipotesi, quella secondo cui l’aumento delle tratte migratorie non sarebbe dovuto solo all’inasprirsi della crisi libiche, ma piuttosto a una strategia di pressione dei confronti del governo italiano in vista del rinnovo del Memorandum Italia-Libia. Il governo italiano infatti dovrebbe rinnovare questo accordo, in scadenza il prossimo 2 febbraio, per i prossimi tre anni.

Migranti, i dati sugli sbarchi nel 2020

Da un’analisi effettuata dall’ISPI, a partire dall’insediamento del nuovo governo gli sbarchi sono nettamente incrementati rispetto al precedente esecutivo gialloverde. Come afferma anche Matteo Villa, ricercatore un ricercatore per l’Istituto per gli studi di politica internazionale: “Se si confrontano gli ultimi dati con quelli registrati durante il periodo in cui Salvini era al ministero dell’Interno si vedrà che gli sbarchi sono quintuplicati. Ma bisogna considerare il fatto che si tratti comunque di livelli bassissimi: è vero che, mese dopo mese, da settembre a oggi gli sbarchi siano comunque risultati superiori a quelli verificatisi durante il Ministero di Salvini, ma i numeri sono comunque contenuti. Inoltre, i picchi negativi registrati in quel periodo sono un prolungamento di una tendenza precedente”.

Dopo gli accordi siglati dall’ex Ministro dell’Interno Marco Minniti, gli sbarchi avevano subito un calo del 75% e in seguito con Matteo Salvini si era registrato un ulteriore calo dei flussi migratori, fino ad arrivare a circa 10 mila.Con Lamorgese gli sbarchi sono aumentati lievemente, ma si tratta comunque di livelli decisamente ridotti, simili alla media di sbarchi che si registrava nel primo decennio degli anni 2000, quando ancora non si parlava così tanto di migrazioni, in quanto considerato un fenomeno normalissimo per un Paese al centro del Mediterraneo”, continua Villa.

Meno morti nel mare

Il sillogismo espresso dall’ex ministro Matteo Salvini, con cui dichiarava che il rapporto fra le partenze e i morti in mare fosse direttamente proporzionale viene subito smentito dalle statistiche. Durante il periodo in cui era ministro Salvini, gli sbarchi erano diminuiti del 60% circa, ma le morti in mare erano aumentate del 19%. Con Lamorgese, gli sbarchi sono aumentati del 18%, mentre i morti in mare hanno subito un drastico calo dell’80%.