Migranti, Bruxelles si tira indietro: "Il salvataggio è competenza degli Stati"

Le navi delle ong vanno ramenghe nel Mediterraneo cariche di uomini donne e bambini in cerca di un porto sicuro dopo che l'Italia ha chiuso di nuovo, per motivi politici, i suoi. La Francia apre il porto di Tolone alla Ocean Viking ma lancia un ricatto: invita tutti gli Stati che partecipano al meccanismo di solidarietà a rifiutare i migranti sbarcati in Italia, proprio come farà Parigi.

In questo garbuglio di politica, convenzioni e leggi internazionali, qual è la posizione di Bruxelles? Sostiene che Le navi debbano attraccare nel porto sicuro più vicino o no, è la nostra domanda?

"La commissione? Ricerca e salvataggio sono competenza degli Stati"

"La commissione non è incaricata di designare alcun porto sicuro. La ricerca e il salvataggio sono di competenza esclusiva degli Stati membri. La commissione è pronta a sostenere gli Stati membri in tutto e per sempre e non solo quando si tratta di sbarco o trasferimento. Non spetta a me dal podio qui a Berlaymont dire qual è il luogo sicuro più vicino o quale è il porto designato più sicuro", ha detto la portavoce della commissione Anitta Hipper.

Insomma Bruxelles non interviene anche se le capitali si accapigliano come Roma e Parigi nelle ultime ore. Di mezzo ci sono i migranti. Che attendono, che muoiono com'è successo pure a un bimbo di 20 giorni con problemi respiratori morto su un barchino tra le braccia della mamma, una ragazza ivoriana di 19 anni.

In Italia molte meno richieste di asilo rispetto alla Germania

Eppure il diritto sarebbe chiaro, il professor Fulvio Vassallo Paleologo ci ricorda che "La convenzione di Amburgo è chiara: lo sbarco deve avvenire al porto sicuro più vicino e nel più breve tempo possibile. Le nazioni costiere non possono aggirare questo obbligo inviando queste persone in un altro Paese lontano, raggiungibile magari, in settimane di navigazione"

Un dato è da ricordare, inoltre: "Se si guarda al numero di domande d'asilo presentate - dice Paleologo - l'Italia ne ha circa 50.000 all'anno mentre la Germania ne ha circa 150.000 o 200.000, a seconda dell'anno; questi numeri non giustificano l'appello italiano alla solidarietà"