Migranti: Butera (Mete Onlus), 'video Striscia, approfondire quanto accaduto sul treno'

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Palermo, 31 mar. (Adnkronos) – "E' necessario, oltre ad una rinnovata educazione del genere umano, un riequilibrio del voyeurismo digitale. Non serve a nulla mostrare video del genere, seppur con atti violenti importanti. Abbiamo letto di ricostruzioni non veritiere da chi ha assistito e documentato in maniera filmica l'accaduto". E' quanto dice la Presidente della onlus Mete, Giorgia Butera, dopo il video mandato in onda da 'Striscia la notizia' e su cui la procura di Genova ha aperto due inchieste. Nel video si vede un gruppo di poliziotti della Polfer picchiare sul treno Genova-Ventimiglia -fermo nella stazione di Brignole- due migranti che si erano barricati dentro il bagno. Il pubblico ministero Federico Panichi ha aperto un fascicolo per resistenza relativo ai due stranieri, mentre dalla procura di Savona, che ha ricevuto il video, è stato trasmesso al capoluogo un fascicolo per atti relativi. Il procuratore capo Francesco Cozzi ha annunciato che verrà visionato "per vedere se vi siano estremi di reato. Così come verranno ascoltati i testimoni della vicenda".

"Si è appena conclusa la Settimana d’Azione contro il Razzismo promossa dall’Unar e Mete Onlus è stata ammessa con il Progetto “One Race” – dice oggi la Presidente Giorgia Butera -E’ necessario attuare programmi di intervento in materia di sensibilizzazione, la discriminazione del genere umano incide fortemente nella nostra società". "Ancora una volta, Mete Onlus ha accolto una segnalazione, ineludibile la presa in carico – aggiunge -Accade che venerdì della settimana scorsa riceviamo una mail con un video allegato: racconta di un fatto avvenuto in Liguria. Si tratta di un bruttissimo episodio di violenza. Il video mostrato da Striscia la Notizia, il 29 marzo, ne documenta piccoli frame, e la narrazione che ne segue è la colpevolezza dei due ragazzi. Invece la questione va approfondita ulteriormente".

"La Associazione che presiedo ha attivato la procedura necessaria dopo aver verificato l'accaduto, segnalandolo all'Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, è l’ufficio deputato dallo Stato italiano a garantire il diritto alla parità di trattamento di tutte le persone, indipendentemente dalla origine etnica o razziale, dalla loro età, dal loro credo religioso, dal loro orientamento sessuale, dalla loro identità di genere o dal fatto di essere persone con disabilità). Segue a tutto questo, l'iter necessario", dice. "Cosa accade, ancora una volta? Il video comincia a girare ad una velocità supersonica, e leggiamo di ricostruzioni non veritiere da chi ha assistito e documentato in maniera filmica l’accaduto".