Migranti: Camera penale Trapani, 'chiarimenti su intercettazioni tra giornalisti e legali'

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Palermo, 3 apr. (Adnkronos) – La Camera penale di Trapani chiede "chiarimenti" sulle intercettazioni delle conversazioni di alcuni giornalisti nell'ambito dell'inchiesta della inchiesta della Procura di Trapani sulle ong che soccorrono i migranti nel Mediterraneo. "Occorre comprendere chi (e per quale motivo) abbia palesemente violato la chiara regola del codice di procedura penale intercettando – sia pure indirettamente – la conversazione di un difensore nell'esercizio delle proprie funzioni difensive", si legge in una nota. "Dalle captazioni delle conversazioni della giornalista – avvenute, pare, con sistemi di geolocalizzazione- – afferma la nota – gli inquirenti hanno registrato, e trascritto nei brogliacci, le conversazioni della Porsia con il suo avvocato e con altri due avvocati che l'avevamo inserita nella lista come consulente nei processi a carico di alcuni loro assistiti. Come detto, almeno una di queste conversazioni – intercorsa tra la Porsia e un avvocato – riguardava la nomina della giornalista quale consulente di difesa in un processo in corso di celebrazione. Nella telefonata l'avvocato difensore discute con la sua consulente delle strategie processuali". "Ciascuno – dice la Camera Penale – coglie la portata autoritaria di una tale investigazione, dal momento che essa attinge due diritti costituzionali e inviolabili: la libertà di stampa e la libertà di difesa. La norma del codice di procedura penale (l'art. 103 commi 5 e 7) non lascia spazio a dubbi: 'Non e' consentita l'intercettazione relativa a conversazioni o comunicazioni dei difensori, degli investigatori privati autorizzati e incaricati in relazione al procedimento, dei consulenti tecnici e loro ausiliari, ne' a quelle tra i medesimi e le persone da loro assistite…, i risultati delle … intercettazioni di conversazioni o comunicazioni, eseguiti in violazione delle disposizioni precedenti, non possono essere utilizzati'".