Migranti, card.Parolin: Ue più attenta a froniere che accoglienza

Ska
·1 minuto per la lettura

Roma, 30 ott. (askanews) - Rappresentanto "una vera e propria tragedia del nostro tempo" le persone e le famiglie "costrette a lasciare il loro Paese di origine per cercare un futuro migliore o per fuggire da guerre e persecuzioni: migranti, rifugiati e richiedenti di asilo che bussano alle porte di Europa e chiedono accoglienza, comprensione e solidarietà". Lo ha assicurato il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, nel messaggio all'Assemblea Plenaria della Comece (Commissione delle conferenze episcopali della Comunità europea) che si è svolta in videoconferenza a Bruxelles. Papa Francesco, ha proseguito Parolin nel discorso del 28 ottobre, "è intervenuto molte volte e con molta chiarezza su questa situazione che tocca da vicino l'Europa e in particolare l'Unione Europea, chiedendo di accogliere, proteggere, promuovere e integrare queste persone. Certo, siamo ben coscienti dei problemi e delle distinzioni da fare e che a volte il peso sulle popolazioni di arrivo o di passaggio può essere quasi insostenibile. In questo senso, crediamo che il Regolamento di Dublino debba essere rivisto. Il nuovo Patto sulla Migrazione e l'Asilo, presentato il 23 settembre scorso dalla Commissione Europea, cerca di segnare un passo in avanti in questa direzione, anche se fa sorgere parecchi dubbi, sia per quanto concerne la sua impostazione di base, che sembra più centrata sulla sicurezza delle frontiere e il contenimento dei flussi migratori che sull'accoglienza, sia per quanto riguarda alcune proposte concrete come, per esempio, la possibilità di finanziare i rimpatri delle persone che non si vogliono accogliere o i limiti temporali per valutare le richieste di asilo. Alcune entità cattoliche, come Caritas Europa, hanno già espresso le loro perplessità su questi aspetti ed altri della proposta della Commissione Europea".