Migranti, Casarini: "Per Draghi foto 'inaccettabili'? Ma nel governo ci sono sciacalli"

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"Il Presidente Draghi ha definito "inaccettabili" le immagini dei piccoli corpi senza vita sulla spiaggia di Zwara, in Libia. È esattamente così, inaccettabile. Ma allora il Presidente dovrebbe definire inaccettabile il sistema che provoca queste morti continue". A dirlo all'Adnkronos è Luca Casarini, capo missione di Mediterranea. "Quel 'patto Italia-Libia' che costringe migliaia di bambini a vivere dentro campi di concentramento dove sono esposti alle più brutali sofferenze - aggiunge Casarini - E' inaccettabile che il soccorso in mare sia stato sospeso in favore di una attività di "polizia di frontiera" - perché questo è quello che fanno le milizie libiche travestite da "guardia costiera" - che ha catturato e deportato di nuovo in quei campi migliaia di persone dall'inizio dell'anno".

"È inaccettabile che per meri calcoli politici ed elettorali, questi bambini siano morti cosi, con i loro genitori, tentando di scappare da quelle prigioni - spiega ancora Luca Casarini - E mentre accade questo, e accade ogni giorno, qualche sciacallo che fa parte del governo del Presidente Draghi, ha il coraggio di definire "turisti a spese nostre" le donne, gli uomini e i bambini che riescono a salvarsi e chiedono accoglienza sulle nostre coste". "Anche questo è inaccettabile. Parlare di "difesa dei confini" mentre i bambini annegano è inaccettabile. Questo sistema inoltre alimenta il traffico di esseri umani, perché non esistono vie legali e sicure per scappare dall'inferno libico", prosegue Casarini.

E poi prosegue: "È inaccettabile che si continui a dire che "meno partono e meno muoiono": quelli che rimangono in Libia sono ridotti allo stato di schiavitù, sottoposti a torture e stupri, uccisi senza che nessuno lo sappia". "E infine è inaccettabile che continui la guerra e la criminalizzazione con inchieste pilotate e fasulle contro chi fa soccorso civile in mare - spiega ancora Casarini - finché gli Stati continueranno con le politiche di morte, noi continueremo ad andare in mare per aiutare i nostri fratelli e sorelle".