Migranti, Cgil-Cisl-Uil: riaprire vie legali d'ingresso in Europa

Glv

Roma, 9 gen. (askanews) - Riaprire le vie legali d'ingresso in Europa per migranti e profughi "per combattere il traffico di persone". Lo affermano Cgil, Cisl e Uil, secondo cui "finalmente è arrivato l'accordo in sede europea per i 49 migranti ancora a bordo delle navi delle ong Sea Watch e Sea Eye. Resta l'indignazione per una situazione che ha tenuto queste persone in balia delle onde e del maltempo per quasi 20 giorni nelle acque territoriali di Malta, ostaggi della propaganda xenofoba e delle difficoltà dell'Unione Europea a gestire i flussi migratori".

"Non vi è spiegazione alcuna - sottolineano i sindacati - che giustifichi la lunga attesa e la sofferenza inferta a poche decine di migranti (tra cui donne e bambini e minori non accompagnati) senza trovare una soluzione di buonsenso che non aveva alternative: dare rifugio in Europa a chi si incontra in difficoltà nel Mediterraneo".

Cgil, Cisl, Uil "ribadiscono la necessità e l'urgenza di una politica europea in materia di flussi migratori, rispettosa dei diritti della persona e condivisa tra i vari Stati membri. Una soluzione che esisterebbe già se venisse ratificata dal Consiglio europeo: la riforma di Dublino, votata da due terzi del parlamento europeo, che obbligherebbe ogni Stato membro a fare la propria parte, tenendo conto oltretutto dei legami dei richiedenti con i vari paesi europei".

È anche necessario "riaprire i canali legali d'ingresso per motivi di lavoro (in Italia chiusi da anni) e dare continuità a strumenti importanti come i corridoi umanitari. Tutto queste combatterebbe davvero il traffico delle persone, senza mettere a rischio la vita e la dignità di migranti e profughi".