Migranti, Commissione Ue: distinguere fra trafficanti e Ong

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Strasburgo, 17 lug. (askanews) - Riguardo alla criminalizzazione delle azioni delle Ong nel Mediterraneo come funzionali al business del traffico dei migranti, "bisogna fare una distinzione: una cosa è l'effettivo traffico di migranti a fini di profitto, un atto criminale deliberato, un'altra cosa è fornire assistenza a chi ne ha bisogno". Lo ha detto, questo pomeriggio a Strasburgo, il commissario europeo agli Aiuti umanitari e la gestione delle crisi, Christos Stylianides, intervenendo in un dibattito nella plenaria del Parlamento europeo sul tema "Assistenza umanitaria nel Mediterraneo".

"La linea di fondo, che sottolineo, è questa: la genuina assistenza ai migranti non deve essere criminalizzata nel quadro del diritto europeo", ha sottolineato Stylianides.

"Comunque, l'essenza della questione è che un sistema in cui la gente deve ricorrere ai trafficanti non può rappresentare un approccio sostenibile all'immigrazione o all'asilo. L'Ue e gli Stati membri devono restare risoluti nella continuazione della lotta contro i trafficanti, e non giocare nel campo del loro mortale 'business model'", ha concluso il commissario.

La presidenza semestrale di turno finlandese del Consiglio Ue, rappresentata in aula dal ministro dell'Interno di Helsinki, Tytti Tuppurainen, ha sottolineato da parte sua che "il numero degli sbarchi di migranti in cui sono coinvolte le Ong è piuttosto modesto. Nel 2019 meno del 10% dei migranti arrivati in Italia erano stati soccorsi in lare dalle navi delle Ong. La grande maggioranza degli arrivi in Italia avviene in realtà o con sbarchi delle loro imbarcazioni direttamente a Lampedusa e in Sicilia, oppure erano stati salvati direttamente dalle navi delle autorità Italiane", ha concluso Tuppurainen.