Migranti, Crimi: senza redistribuzione porti restano chiusi

Mpd

Roma, 15 set. (askanews) - "Non è cambiato niente rispetto alla azione che abbiamo portato avanti finora, sebbene qualcuno cerchi di dire il contrario. Il porto resta chiuso fino al momento in cui c'è la certezza della redistribuzione, garantendo sempre e comunque la sicurezza delle persone a bordo, la tutela di bambini e ragazzi, donne incinte e malati. Perché (lo ribadiamo!) per noi esiste solo un metodo: quello della redistribuzione e della modifica dell'attuale regolamento di Dublino, con il 70% di redistribuzioni quale soglia minima. La redistribuzione tra i Paesi europei deve diventare una regola europea automatica e non un criterio applicabile a seconda dei casi". E' quanto chiarisce il viceministro dell'Interno, Vito Crimi, con un lungo intervento sul blog del M5S, spiegando che "questa da sempre è la linea del MoVimento 5 Stelle e non cambierà di certo adesso".

"In questi mesi - scrive - il MoVimento 5 Stelle al governo ha ottenuto un risultato importantissimo: i migranti che arrivavano sulle nostre coste venivano fatti sbarcare solo dopo avere ottenuto la disponibilità da parte di altri Paesi europei ad accoglierli. La situazione attuale è esattamente la stessa: il porto resta chiuso fino a che altri Stati si attivano per gestire l'accoglienza. Nell'ultimo caso, quello della nave Ocean Viking, su 82 persone oltre il 70% sono state accolte da altri Paesi. Questo deve essere il minimo sindacale che ci poniamo come obiettivo. Siamo soddisfatti che anche il Pd abbia compreso che, prima di fare sbarcare i migranti, si debbano avere certezze in UE sulla loro redistribuzione e che anche la linea di questo governo sia rimasta la stessa. Il rispetto per la sofferenza e la tutela delle persone più fragili devono essere un punto fermo, ma non saremo succubi a logiche che per anni hanno visto l'Italia e i suoi cittadini vittime di questo fenomeno".

(Segue)