Migranti, nel trapanese campo per stagionali. Cri: "Qui tanta voglia ricominciare"

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"E' la nostra mascotte. Un bimbo bellissimo". Nel campo che nell’ex oleificio 'Fontane d'oro', a Campobello di Mazara (Trapani), accoglie i migranti lavoratori stagionali impegnati nella raccolta delle olive è un bimbo di 8 mesi l'ospite più giovane. Insieme alla sua mamma, al suo papà e alla nonna è stato il primo a poter lasciare la tenda di fortuna e ricevere un 'tetto'. "Gli abbiamo comprato i pannolini, gli omogeneizzati e tutto l'occorrente, era un po' raffreddato, adesso sta meglio". Giuseppe Cardinale, presidente del Comitato della Croce Rossa di Castelvetrano, sorride con dolcezza. In quel campo lui va ogni giorno.

"La cosa che mi sorprende ogni volta - racconta all'Adnkronos - è il sorriso e la positività che trasmettono anche se vivono in una condizione quasi disumana". Da giorni i volontari della Croce Rossa di Castelvetrano con il supporto dei Comitati Cri di Alcamo, Trapani e Marsala lavorano senza sosta per montare i moduli abitativi donati gratuitamente dall’Unhcr e destinati ai lavoratori stagionali.

"Sono già 20 e ospitano 100 persone. Adesso stiamo sistemando gli altri, così altri migranti potranno avere una sistemazione più dignitosa. Quando avremo finito saranno circa 250 i migranti che potranno avere un tetto, seppur provvisorio". Perché in ogni porzione di campo che via via si libera dopo la bonifica e la sanificazione la Croce Rossa avanza con la posa dei moduli. Ognuno può ospitare cinque persone ed è dotato di illuminazione e prese elettriche.

"Un pannello solare assicura 12 ore di luce e la possibilità di ricaricare i cellulari", spiega Cardinale. Dopo l'incendio che a fine settembre ha devastato il 'campo-ghetto' dell'ex Cementificio 'Calcestruzzi-Selinunte' ed è costato la vita a un giovane migrante, Omar, in prefettura a Trapani si sono susseguite le riunioni. Attorno al tavolo, oltre al prefetto, i vertici delle forze dell'ordine, i sindaci di Castelvetrano e Campobello di Mazara, l'assessorato regionale alla Famiglia, l’Azienda sanitaria provinciale, i vigili del Fuoco, il Comitato regionale e locale della Croce Rossa e l’Unhcr con un unico obiettivo: offrire una soluzione abitativa dignitosa a questi lavoratori che provengono soprattutto dal Senegal.

"Già negli anni scorsi - spiega all'Adnkronos Luigi Corsaro, presidente della Cri Sicilia - a Campobello di Mazara avevamo allestito dei campi destinati all'accoglienza dei lavoratori stagionali stranieri. L'arrivo del Covid ha segnato un brusco stop, ma quest'anno il lavoro sinergico svolto insieme alla Prefettura di Trapani, ai Comuni di Campobello di Mazara e Castelvetrano e all'assessorato regionale alla Famiglia e alle Politiche sociali, con il quale abbiamo sottoscritto un protocollo d'intesa, ci ha permesso di dare ancora una volta una risposta di umanità. Una collaborazione istituzionale che punta a offrire a questi lavoratori un ricovero sicuro, condizioni di vita dignitose e a scongiurare altre tragedie".

La Croce rossa si occuperà in particolare di fornire "sostegno e accoglienza" ai migranti ospiti del campo, assicurando "assistenza sanitaria, attività di mediazione culturale e supporto psicologico". "In quel rogo molti hanno perso tutto - racconta il presidente della Cri di Castelvetrano -: i documenti, gli unici risparmi che avevano, i pochi averi. In un secondo è andato tutto in fumo". Le fiamme hanno divorato le capanne di fortuna, realizzate con cartone, legno e persino eternit. "Quando sono arrivato al campo insieme ai volontari per dare una mano portando coperte, viveri e acqua molti di loro avevano già raccattato quel poco che si era salvato dalla furia del fuoco e si erano spostati occupando l'area esterna dell'ex oleificio Fontane d'oro, distante in linea d'aria appena un chilometro". Qui in un bene sottratto ai boss e assegnato al Comune è stato realizzato uno Sprar.

All'esterno adesso sorge il nuovo campo per migranti. "L'allestimento avrà durata temporanea e coinciderà con la campagna olivicola - assicurano dalla Prefettura di Trapani -. Successivamente sarà realizzato in due aree già individuate dei comuni di Campobello e di Castelvetrano, territori maggiormente interessati dall’impiego della manodopera agricola, un progetto, finanziato dal ministero dell'Interno, con ulteriori insediamenti abitativi di carattere definitivo, che prevede, fra l'altro, la dismissione totale del vecchio cementificio, sede per lungo tempo di un accampamento abusivo di lavoratori". "Ce la stiamo mettendo tutta perché possano avere una sistemazione dignitosa", assicura Cardinale, per il quale "questi ragazzi sono un esempio.

Dopo il rogo che ha seminato morte e devastazione nell'ex Cementificio Selinunte nei loro occhi il presidente della Cri di Castelvetrano ha visto "tanta delusione, tanta incertezza". "Non c'erano più quei sorrisi che di solito illuminano i loro visi. Eppure non si sono persi d'animo. 'Non possiamo perdere tempo, domani dobbiamo lavorare', continuavano a ripetere. Erano pronti a ripartire. Cosa mi sorprende ogni volta? La positività che trasmettono. Arrivano qui da ogni parte d'Italia solo per lavorare e mandare i soldi a casa. Vanno avanti nonostante la fatica. Sono un esempio per tutti noi", conclude. (di Rossana Lo Castro)

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